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domenica 17 maggio 2015

L’effetto delle Proteine della Carne sul Comportamento Umano

Moltissimi sono gli animali che forniscono all’uomo le proteine della loro carne a scopo alimentare. Tali proteine creano indubbiamente nell’uomo aggressività, violenza, odio e insensibilità morale: si può pertanto affermare che la carne influisce negativamente sul comportamento umano. Al contrario, il vegetariano crea le basi per un atteggiamento caratterizzato da tolleranza, mitezza, socievolezza e condivisione. Oggi, le affermazioni e le intuizioni di grandi uomini contrarie al ricorso alle proteine della carne possono avvalersi anche della chimica dei neurotrasmettitori e della neurobiologia, discipline scientifiche che spiegano come, e per effetto di quali alimenti, si creano determinati comportamenti nell’uomo. Conseguentemente, noi possiamo oggi operare con accresciuta sicurezza delle scelte consapevoli tra i vari cibi, preferendo alcuni ed evitando altri. Occorre, fra l’altro, respingere l’affermazione che la violenza è insita nella natura umana: nessuno nasce aggressivo e cattivo, ma può diventarlo con l’alimentazione carnea.

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Conseguenze delle proteine della carne sul comportamento umano :
Le proteine animali indicate commercialmente come “carne” sono quelle del tessuto muscolare di vertebrati terricoli i cui cadaveri l’uomo utilizza a scopo alimentare. In particolare si tratta di bovini: (bue, bufalo, bisonte); cervo, capriolo, daino, renna; cammello, alce, dromedario; capra, pecora; asino, cavallo; lepre, coniglio; riccio di terra, ippopotamo, canguro, suini (maiale, cinghiale, ecc.). L’uomo utilizza, a scopo alimentare, anche la “carne” di vertebrati non terricoli: quelle dei pesci (il pesce, non dimentichiamo, è “carne di pesce”) e di altri animali acquatici (balena, rana), nonché le carni di uccelli (pollame, anatra, tacchino, struzzo, cacciagione varia). Ma l’uomo che mangia carne infierisce, uccidendoli e poi mangiandoli, su molti animali invertebrati, come: molluschi (polpo, seppia, calamaro, patella, chiocciola, ostrica, mitilo, dattero di mare, cardio, manicaio, cappa lunga, folode, sigaro di mare, vongola). Crostacei (gambero di fiume, gambero di mare, aragosta, scampo, gammano, granchio di mare, cancro, squilla, mala, grancevola). Echinodermi (riccio di mare, trepang-oloturia). Tale prelievo di proteine dal mondo animale costituisce una autentica carneficina, che non solo non è necessaria, non solo è eticamente riprovevole, ma che é anche apportatrice di stati patologici fisici, dovuti alla conseguente tossiemia (sino al cancro) e psichici (a causa dell’aggressività che induce nel comportamento). Di solito si intende per “carne” il tessuto muscolare (sempre contenente dei grassi “saturi”, cioè della peggiore qualità). Ma mangia carne anche chi mangia il fegato o le cosiddette “animelle” (pancreas, timo e ghiandole salivari) o il rene (rognone) o il cervello, organi non costituiti da tessuto muscolare; così pure mangia carne chi mangia la cosiddetta “trippa” (che è una parte del complesso stomaco dei ruminanti), oppure gli “insaccati”, come la coppa, il cotechino, la mortadella, il prosciutto, il salame, i1 würstel, lo zampone, ecc. Così ancora, mangia carne chi consuma la lingua o i muscoli della coda di bovini, oppure salciccia o bresaola o pancetta, ecc. E mangia carne anche chi mangia il caviale, la bottarga o (come in Cina) la carne di cane, o la cosiddetta “corata” o la “pagliata”.
Insomma, uno spaventoso massacro, un autentico grande olocausto.
Questo immane prelievo, a scopo alimentare, di proteine dal mondo animale influisce profondamente sul comportamento umano. In linea generale, in condizioni di vita naturale, gli animali carnivori sono feroci e aggressivi, mentre quelli non carnivori sono pacifici e socievoli. Un’altra facile constatazione: la graduale riduzione dell’aggressività dell’uomo a misura che esso passa da una dieta comprendente molta carne a una dieta che esclude i cibi iperproteici e in particolare la carne. È noto anche che i cani, sebbene in natura siano carnivori, se si vuole che montino con efficacia la guardia e aggrediscano persone a loro sconosciute, debbono essere alimentati con razioni di carne superiori al normale. Analogamente, se si vuole, in tempo di guerra, impiegare degli uomini in azioni belliche molto rischiose, occorre dar loro abbondanti razioni di carne, utilizzata come una droga atta a sviluppare aggressività, violenza e insensibilità morale; nell’Iliade di Omero si narra di festini a base di carne, ai quali prendevano parte i guerrieri, tra una battaglia e l’altra.
Seneca faceva notare che tra i mangiatori di gran quantità di carne si annoverano i tiranni, gli organizzatori di eccidi, di faide e di guerre fratricide, i mandanti di assassinii, gli schiavisti, mentre coloro che si nutrono dei frutti della terra hanno un comportamento mite.
Liebig racconta che nel giardino zoologico di Giesen l’orso, se era costretto a mangiare carne al posto di vegetali, diveniva oltremodo irrequieto e pericoloso.
Si può quindi affermare che l’igiene fisica è anche igiene mentale, come sosteneva J. Dalemont, descrivendo la storia dell’alimentazione umana nel suo lavoro “Manuale d’igiene mentale”.
È nota l’espressione “la carne mi dà la carica”, usata da chi vuole giustificarne l’uso alimentare, dato che questa società, basata sulla competitività, sulla libera e sfrenata concorrenza e sull’arrivismo, esige dall’individuo una grinta aggressiva che permetta di farsi strada (è nota la frase “struggle for life”).
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E non è un caso che questi due grandi pensatori siano stati vegetariani. Il Beccari, fra l’altro, è lo scopritore del glutine e della isovalenza tra le proteine vegetali e quelle animali. L’uomo non è un semplice tubo digerente da riempire con cibi vari. L’uomo è un essere pensante, il cui cervello è un organo che, come tutti gli altri organi del corpo, deve essere nutrito con il materiale che occorre al suo metabolismo e che gli porta la corrente sanguigna. E poiché noi oggi mangiamo in gran parte cibi prodotti dalle industrie alimentari, vendute solo a scopo di profitto e non tenendo in alcun conto le nostre autentiche necessità alimentari naturali, si può affermare che, come la medicina ufficiale é condizionata e finanziata dall’industria farmaceutica, così la cosiddetta “scienza dell’alimentazione” è completamente nelle mani dell’industria chimica del cibo.
Tale industria, in notevole parte, cerca di smerciare autentici “cibi-spazzatura”, soprattutto quelli a base di proteine della carne, servendosi anche del potente ausilio dei mass-media. Succede, quindi, che un’accettazione acritica di tali attività degli industriali alimentari, si traduce inevitabilmente, sul piano pratico, in comportamenti violenti nei riguardi dei nostri simili e degli altri esseri viventi, a causa dell’aggressività indotta dal cibo cadaverico. Già il grande Giovenale (Satira X,512) circa venti secoli fa aveva sentenziato, con una massima eterna, la stretta dipendenza della sanità della mente da quella del corpo: “Mens sana in corpore sano”.
La mente, quindi, non può essere sana se non è sano il corpo, il che, in termini pratici, significa che occorre dare alla salute del corpo la priorità essendo essa “conditio sine qua non” per la salute mentale. Molto più tardi, nel XVII secolo, un’altra voce autorevole, quella del filosofo inglese John Locke, nella sua opera “Pensieri sull’educazione” (1693) sottolineava la validità dell’assioma di Giovenale, cioè la dipendenza della sanità della mente da quella del corpo.
Da quanto precede deriva la grande importanza del vegetarismo (nella accezione, beninteso, derivante da una giusta valutazione dell’origine etimologica del termine) il quale, disintossicando il corpo, purifica anche il sangue che nutre il cervello; il pensiero, di conseguenza, si fa più lucido e penetrante, ne consegue una vera e propria “dilatazione della mente”, aumenta la capacità di autocontrollo e la resistenza al lavoro intellettuale e a quello fisico e si instaura un atteggiamento caratterizzato da tolleranza, mitezza, disponibilità al dialogo sereno, alla ricerca di soluzioni pacifiche delle vertenze, all’amore, alla socievolezza, alla condivisione.
L’attività elettrica del cervello, rivelata elettroencefalograficamente (EEG), ha evidenziato che l’alimentazione vegetariana induce il cosiddetto “ritmo alfa”, che é espressione di uno stato di rilassamento neuromuscolare non solo del cervello, ma di tutto l’organismo. Leadbeater sostiene che tale indagine scientifica comprova la benefica azione del vegetarismo sul comportamento, in quanto vi apporta una sensazione di benessere “analogo allo stato di meditazione sulle realtà più profonde”.
Ecco perché gli uomini più intelligenti, più colti, più aperti, più tolleranti del mondo, di tutti i tempi, si annoverano tra i vegetariani, in tutti i campi dello scibile: nelle scienze, nella filosofia, nell’arte, nella letteratura, nella medicina, ecc.
È ovvio, quindi, che se il sangue che nutre il cervello vi porta i cataboliti della carne, la fisiologia cerebrale ne resterà influenzata e il comportamento, invece, sarà caratterizzato - ripetiamo - da intolleranza, tendenza alla litigiosità e all’aggressività: al posto dell’amore, l’odio; al posto della convivialità e della unione, la separazione, l’annullamento della socialità, la violenza. L’uomo é, così, cacciato nella asocialità e in un feroce individualismo. È quel che vuole il potere: “Divide et impera!” Ecco perché il potere (che sa manovrare l’arma alimentare per influire, con essa, sul comportamento umano e orientarlo verso ciò che fa più comodo ai detentori del potere) fa di tutto per indurci a mangiare cibi morti, avvelenati e quindi intossicanti, soprattutto la carne. Il bersaglio è infatti, in ultima analisi, il cervello, che si vuol rendere incapace di capire. In conclusione, mentre il vegetarianesimo favorisce le più eccelse facoltà cognitive, i carnami deprimono tali attività cognitive, esaltando, invece, comportamenti dannosi all’individuo e alla società, e aumenta, di conseguenza, la quantità di serotonina che può ottenersi. Invece, un pasto ricco di proteine della carne riduce la presenza di triptofano nel cervello e, conseguentemente, determina uno stato di aggressività, di ansia, di propensione alla lotta. La scelta degli alimenti influenza, quindi, il comportamento e le emozioni.
Quanto ci dice il dott. Rossi ha trovato conferma sperimentale da parte di John Fernstrom e Richard Hurthman, biologi del Dipartimento della Nutrizione e delle Scienze Alimentari del Massachusetts Institute of Tecnology.
La serotonina si è pertanto meritata l’appellativo di “sonnotonina”, a causa della sua particolare capacità di produrre sonno. Da parte di alcuni “nutrizionisti” contrari al vegetarismo (per vari motivi, leciti o inconfessabili) si cerca di sostenere che l’aggressività non è determinata dalle proteine della carne, ma sarebbe insita nella natura umana; affermazione assurda, giacché nessuno nasce aggressivo e cattivo, ma può diventarlo con l’alimentazione carnea. Il noto antropologo prof. Luigi Lombardi Satriani ci dice al riguardo: “È un alibi rinviare l’aggressività alla natura; un alibi che la nostra società cerca di fornire a sé stessa per scaricarsi di molte responsabilità”. In realtà, nessun uomo nasce “cattivo”. Se così fosse, l’aggressività sarebbe universale, cosa che l’antropologia smentisce. Sono esistite, ed esistono ancora, società che hanno sviluppato culture assolutamente non violente. Per esempio, certe tribù dell’Africa o gruppi di Indios del Brasile nord-occidentale o gli Indios Piaroa in Venezuela, hanno costruito una società molto pacifica, volta alla cooperazione, non c’é traccia di aggressività nell’educazione dei loro bambini e i giochi infantili rispecchiano l’equilibrio del sistema: sono fatti di danze, canti, amore. L’odio è sconosciuto ed è risaputo che queste popolazioni sono vegetariane. Quale migliore prova che l’alimentazione forgia il carattere?
Non va dimenticato che i potenti ci tenevano a manifestare la loro pretesa “superiorità” praticando ed esibendo un carnivorismo deciso poiché, secondo loro, la carne, simbolo alimentare della violenza, doveva rappresentare l’irrinunciabile distintivo dei forti. Ma per mangiare carne occorre che in precedenza ci sia stato un atto violento culminato nell’uccisione di un animale; quindi il consumo di carne, essendo basato su un assassinio, non può che essere associato alla violenza e alla forza bruta. Al contrario, il vegetarismo richiama la stabilità, la tranquillità, la serenità del mondo vegetale che, nella sua possente nobiltà, trae dalla madre terra vita e forza per farne dono all’umanità. Il prof. Carlo Sirtori, noto clinico e scienziato, ha messo giustamente in luce che il ricorso alle proteine della carne da parte dell’uomo crea aggressività perché nella carne il calcio e il fosforo sono presenti nel rapporto di 1 parte di calcio contro 50 di fosforo. Mangiando carne, si introduce quindi un eccesso di fosforo, innaturale per l’uomo, nel cui latte il rapporto calcio/fosforo é di 2 ad 1. “Questo fatto- commenta Sirtori- comporta una caduta del tasso di calcio, con conseguente instaurazione, nel comportamento umano, di irritabilità e aggressività, che nei bambini può provocare delle crisi convulsive”.
Nel 1992 ai marines americani che si preparavano a entrare in azione durante la famosa “Guerra del Golfo” furono fatti pervenire, in aggiunta alle “normali” e già abbondanti razioni di carne, 50.000 tacchini. Motivo: “Sono soldati e devono mangiare molta carne”. In altri termini: “Devono aggredire e la carne serve per renderli aggressivi”. Termino questo mio intervento citando la nota frase del fisiologo Jacopo Moleschott, che conferma l’aggressività indotta dalla carne: “L’irlandese, finché si nutrirà di patate, sarà sottomesso dall’inglese che mangia beef-steak e roast-beef”.

[Del prof Armando D'Elia
Naturalista, chimico, studioso di dietetica vegetariana (Comitato Scientifico AVI)
]

venerdì 27 febbraio 2015

Ipotiroidismo e Glutine

Dopo cinque anni di salute perfetta nel luglio del 2014 mi rendo conto di avere qualche problema di fibromialgia, per questo motivo decido spontaneamente di fare delle analisi alla tiroide. Risultato? Tiroxina sotto la norma e Tsh alle stelle!
Esami Luglio 2014 - Clicca per Ingrandire
Il medico mi diagnostica ipotiroidismo, mi prescrive una ecografia e mi dice che molto probabilmente dovrò prendere Eutirox a vita. Io non mi faccio prendere dal panico, decido di non fare nessuna ecografia perchè ero certo che dipendesse da un problema di tipo alimentare. 
 L'alimentazione ha un enorme influenza sul nostro stato di salute, nel caso della tiroide per esempio esistono alcuni cibi in grado di influenzarne il metabolismo. Sto parlando delle verdure della famiglia delle crucifere, delle liliacee, del miglio, dell'ananas, del cocco...
Decido di iniziare a consumare alga kombu ( ricchissima di iodio), di ridurre gli alimenti dagli effetti goitrogeni e di eliminare il glutine ( il glutine solo per un mese).
Oggi ho ritirato le analisi...Problema sparito! 
Esami Febbraio 2015 - Clicca per Ingrandire
 

la causa? secondo me la causa è il glutine del grano moderno. Per chi non lo sapesse il grano moderno è stato modificato geneticamente al fine di aumentare la produzione dello stesso. Peccato però che questa mutazione indotta abbia squilibrato il rapporto gliadina/glutenina del grano causando intolleranze e disturbi di salute di vario genere (tra cui anche malattie tiroidee). A questo punto la domanda sorge spontanea...i grani antichi, quelli che mangiavano i nostri nonni da bambini ( Tumminia, Perciasacchi, Maiorca, Strazzavisazz...) causano lo stesso problema? il problema è reversibile? secondo me si, per questo motivo ho deciso di proseguire i test. Direi che tra qualche mese lo scopriremo!

giovedì 19 febbraio 2015

Il Falso mito delle proteine – Prof. Armando D’Elia

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 Questo è l’interrogativo che a titolo di obiezione o di contestazione pongono quasi sempre con aria preoccupata coloro ai quali si consiglia l’eliminazione della carne dalla loro dieta.
Non c’è da meravigliarsi di un tale interrogativo in quanto comunemente si ritiene che dire “proteine” è la stessa cosa che dire “carne” e che mangiare il cadavere degli altri animali sia l’unica maniera, o la migliore, per procurarsi !e proteine necessarie alla propria alimentazione. Una simile opinione è errata. Per tre motivi.
Anzitutto: le proteine non si trovano solo nella carne. Le proteine sono infatti ubiquitarie nel mondo dei viventi, essendo presenti in quantità più o meno grande in tutti i vegetali e in tutti gli animali. Nelle cellule del più tenue filo d’erba, così come nelle foglie di qualsiasi pianta a fusto erbaceo o lignificato, sia selvatica che coltivata, sia di piccole che di grandi dimensioni, nelle cellule di qualsiasi frutto, di qualsiasi seme, di qualsiasi altra parte dei vegetali sono presenti sempre delle proteine. Le proteine, naturalmente, sono sempre presenti anche nel corpo dì qualsiasi essere vivente animale, dal più minuscolo al più grande, nonché nei loro sottoprodotti (uova, latte e derivati, miele).
In secondo luogo perché le quantità di proteine necessarie all’uomo possono essere assunte anche nutrendosi esclusivamente di alimenti vegetali. 
In terzo luogo perché non è vero che la carne sia “la migliore” fonte di proteine ; per l’alimentazione dell’uomo, in quanto gli alimenti vegetali sono adatti all’uomo certamente più della carne e dei sottoprodotti animali.. E questo per incontrovertibili ragioni biologiche, come si dimostrerà. Da quanto fin qui detto discende la necessità che un lavoro come questo, imperniato sulle proteine, debba partire da una disamina critica del consumo della carne, e debba, quindi, altrettanto necessariamente, parlare di vegetarismo.
》Un po’ di storia del consumo di carne
Certamente il lettore si chiederà come è nata quella opinione che poc’anzi qualificammo “errata” e che è espressa dall’equazione :
proteine = carne
Poiché tale opinione è riuscita ugualmente, sebbene errata, a radicarsi nelle consuetudini alimentari dell’uomo, c’è da chiedersi come mai ciò ha potuto avvenire. Nei seguenti stelloncini si cercherà di dare una sintetica risposta a tale interrogativo.
* Durante la sua preistoria l’uomo, quando dalla foresta intertropicale passò nella savana (pur conservando le originarie caratteristiche anatomiche e fisiologiche di animale fruttariano), iniziò a consumare anche carne per potere sopravvivere (come meglio si dirà in seguito) e così visse per un lungo periodo. Ma ad un certo punto iniziò una graduale e lentissima attenuazione della sua dieta carnivora, di pari passo con una lenta reintroduzione di vegetali crudi nella sua alimentazione; attenuazione che divenne poi sempre più decisa dopo l’avvento dell’agricoltura.
Nell’antichità (in Egitto, così come in Grecia e a Roma) ed anche nel Medio Evo e nel periodo rinascimentale la carne giunse ad avere importanza prevalentemente rituale e venne riservata in particolar modo alle categorie dei guerrieri e, in certe occasioni sacrificali, dei sacerdoti. Al di fuori di queste categorie, il consumo di carne era del tutto occasionale e sporadico sino a pochi decenni or sono, come ben ricordano coloro che hanno superato la cinquantina.
Ma durante gli ultimi 40 anni all’inarca il consumo di carne è diventato sempre più intenso sino a divenire sistematico, radicandosi fortemente, alla fine, nelle abitudini dietetiche umane; si vedrà presto perché. Tuttavia ancor oggi vi sono vaste aree geografiche nelle quali per vari motivi la carne continua a consumarsi solo sporadicamente (in Africa, nel Medio ed Estremo Oriente, ecc.).
Per quanto sopra detto, si può affermare che per il consumo di carne esistono dei limiti storico/temporali e dei limiti geografici. Basterebbe tener presente questo fatto per comprendere che è tutt’altro che naturale e tutt’altro che indispensabile, per l’uomo, ricorrere alla carne per approvvigionarsi di proteine, giacché, se così fosse, l’intero genere umano avrebbe dovuto ricorrervi sempre, sin dalla comparsa dell’uomo carnivoro, in misura uniforme, in tutti i tempi, a tutte le latitudini e in tutti i continenti.
* Perché mai, allora, continua a riscuotere credibilità l’equazione, cui prima si è accennato, “proteine – carne” ? Perché è così dura a morire questa autentica infatuazione, questo “mito” della necessità delle proteine della carne ?
Si è già detto che l’uso sistematico della carne è relativamente recente. In particolare, tale sistematicità cominciò ad affermarsi dopo l’avvento della rivoluzione industriale che elevò gradatamente le condizioni di vita di alcune categorie sociali. Nella inevitabile competitività che seguì, le categorie che emersero economicamente poterono introdurre stabilmente nella loro dieta la costosa carne che divenne così un vero e proprio “status symbol”, caratterizzato da un modello alimentare invidiabile, da imitare, quindi, appena si fossero acquisite sufficienti disponibilità economiche. In poche parole, la gente pensava : “Se la carne è mangiata dai ricchi, che sono più colti, vuol dire che non c’è di meglio del mangiar carne”.
Si giunse ad ostentare la gotta, malattia provocata da accumulo di acido urico, che genera infiammazioni articolari anche gravi e che è causata da eccessi di carne, come simbolo evidente di censo elevato, tanto che la gotta fu chiamata “la malattia dei Re” ! Fu così che si generalizzò il carnivorisrno nell’uomo moderno. Una vera e propria involuzione sia sul piano salutista che su quello morale.
Comunque, oggi la situazione si è capovolta in quanto la gotta, “privilegio” sino al secolo scorso quasi esclusivamente delle categorie benestanti, colpisce attualmente anche le classi non benestanti, cioè salariati, braccianti e manovali perché hanno anche loro raggiunto la possibilità economica di mangiare carne tutti i giorni. Ma mentre la classe colta, appunto perché colta, ha ormai capito a proprie spese che conviene adottare una dieta parca limitando o sopprimendo in particolare le proteine animali, e quindi sta rinsavendo, la classe meno colta continua a divorare carne; ma è facile prevedere che quest’ultima classe, a misura che comprenderà che sì alimenta in modo errato, ridurrà certamente o eliminerà la carne.
* Quanta carne si consuma ? Limitandoci per il momento a parlare dei consumi italiani, si ricorda che nel 1926 il consumo annuo medio pro capite era di 12 chilogrammi; ma nel 1S50 era salito a 16 chilogrammi e nel 1955 a 20 chilogrammi. Da quest’ultima data i consumi sono andati rapidamente aumentando sino a toccare il massimo: 82 Kg pro capite, così ripartiti : 26 bovina, 27 suina, 19 pollame e 1,3 equina. Il rimanente è costituito da carne di pesci, uccelli, conigli, molluschi, crostacei, ecc. ( dati ISTAT 1997 ).
》L’inversione di tendenza nel consumo da carne in Italia
Ma ecco, che, verso la fine del 1990, comincia a verificarsi un fatto che si può definire “storico”: per la prima volta, dopo mezzo secolo di continua, ininterrotta ascesa del consumo di carne, questa ascesa si trasforma in “calo”. Calo che, iniziatosi in sordina, all’inizio sembrava irrilevante e dovuto a fenomeni contingenti e quindi transeunti. Invece, il calo non solo è continuato, ma si è accentuato, assumendo ormai’ le caratteristiche di una vera e propria inversione di tendenza, che è, da salutare come un evento positivo per il popolo italiano.
Questa decisione degli italiani di diminuire il consumo di carne è dovuta in primo luogo ad un arricchimento di informazioni, soprattutto di quelle riguardanti il rapporto tra consumo di carne e salute che hanno scosso fortemente in una notevole parte della popolazione i convincimenti preesistenti che la carne fosse un alimento idoneo all’uomo, non solo “necessario” per procurarsi proteine, ma addirittura salutare.
E’ in corso, insomma, una progressiva e, sembra, ormai inarrestabile disaffezione degli italiani nei riguardi della carne, specie di quella bovina (il consumo della carne di vitello – negli anni sessanta considerata la migliore, ricercatissima per bambini ed anziani – ha subito, nel 1990,- un calo secco del 17%).
Questa “ondata salutista” dovuta ad una maggiore consapevolezza nutrizionale, sta investendo però non solo l’Italia, ma tutti i paesi che presentavano un livello elevato del cosiddetto “benessere”, rivoluzionando così abitudini alimentari che si ritenevano ormai immutabili e mettendo in discussione, come prima accennato, la inveterata credenza che la carne fosse fonte insostituibile di proteine “nobili”. Da tale riesame la carne è stata, in definitiva, messa sotto accusa e considerata addirittura una delle cause, se non la principale, delle cosiddette “malattie del benessere” (obesità, arteriosclerosi, diabete., ipertensione, malattie circolatorie, ecc.), la cui diffusione, statisticamente, risulta in realtà proporzionale al consumo di carni.
Un cenno particolare merita un comunicato dell’associazione grossisti ovini e pollami, del dicembre 1992, con ii quale si ammette, rispetto al 1991, un calo del 20% in meno delle vendite di ovini e pollami.
Ma il calo del consumo di proteine della carne è da salutare come un evento estremamente positivo non solo per il popolo italiano ma per tutta l’umanità. Tanto si afferma in quanto si può con sicurezza presagire che tale calo interesserà, estendendosi a macchia d’olio, gradualmente ma anche velocemente, tutti i popoli della Terra, tutta l’umanità insomma.
Non solo, ma si può prevedere anche che tale calo, che oggi è giunto già ad una percentuale di tutto rispettò, si intensificherà sempre di più sino a farci giungere all’eliminazione totale del ricorso alla uccisione di animali non umani per potersi rifornire di proteine mangiando i loro cadaveri. Sarà quello un gran giorno per il genere umano, che si sarà così finalmente affrancato dall’onta di uccidere dei fratelli Innocenti.
Le conseguenze di un tale evento saranno estremamente rivoluzionarie, pacifiche e pacificatrici, ed enormemente benefiche sul piano della salute fisica e morale dell’uomo. Saranno, ovviamente, benefiche anche nei riguardi dei poveri animali così assurdamente trucidati dall’uomo e la cui vita verrebbe, così, salvata e finalmente rispettata come merita. Infine, l’eliminazione del carnivorismo avrebbe enormi conseguenze positive sull’ambiente, liberato finalmente dalle terribili e devastanti conseguenze che gli allevamenti intensivi di animali da macello esercitano : sul suolo desertificandolo, sulle foreste distruggendole, sulle acque inquinandole.

Tratto dal libro: Prof. Armando D’Elia – “MITI E REALTA’ NELL’ALIMENTAZIONE UMANA”

giovedì 7 marzo 2013

Detossificazione


Detossificazione è quel meccanismo attraverso il quale il corpo elimina tossine cioè le porta fuori attraverso gli organi emuntori. Quindi ogni fenomeno di eliminazione porterà con sé un sintomo che non bisogna assolutamente fermare, è l’inizio della guarigione. Mi spiego meglio.Tutte le cellule del nostro corpo sono immerse in un liquido chiamato tessuto connettivo. E’ un tipo di tessuto che provvede al collegamento, al sostegno, al nutrimento dei tessuti e dei vari organi quindi fra cellule, muscoli, ossa, pelle ecc..Questo tessuto connettivo lasso è omogeneo e liquido di 16-18 litri, presente ovunque nel nostro corpo. Attraverso esso avvengono il passaggio dei nutrienti, l’eliminazione delle scorie metaboliche, la trasmissione degli impulsi nervosi, il passaggio degli ormoni. Le più importanti funzioni avvengono grazie a questo tessuto.Se questo si sporca, intossicandosi non possono che nascere problemi per l’organismo, quindi c’è la necessità di mantenere il più pulito possibile questo liquido.Una persona in buona salute dovrebbe riuscire a depurarsi adeguatamente.Gli organi emuntori sono quelli deputati alla eliminazione dei materiali di rifiuto e sono reni e vie urinarie-fegato e vie biliari-intestino-polmoni-pelle. Quand’è che arrivano i problemi? Quando il carico delle tossine supera la capacità di questi organi di eliminarle producendo accumulo.Questo succede quando s’introduce più cibo del necessario, quando si segue uno stile di vita sregolato, quando c’è stress, quando non ci si muove abbastanza, è a questo punto che gli organi emuntori vengono sovraccaricati di tossine, detriti acidi che provengono dal catabolismo cellulare (la cellula nasce cresce si nutre respira ed elimina scorie) e radicali liberi. Questi si accumulano sotto forma di sostanze gelatinose oppure cristalli o colle che si sommano a quelle che noi introduciamo dall’esterno (esogene). Le sostanze gelatinose sono le colle, insolubili nei liquidi e sono viscose come muco e catarro e si eliminano attraverso il fegato, l’intestino, le ghiandole sebacee e feci.Quando questi organi non ce la fanno a smaltire da soli tutte queste tossine, le vie respiratorie fungono da mezzo di supporto per l’eliminazione, attraverso per esempio un bel raffreddore o tosse catarrale. Sapendo questo chi di voi se la sente di fermare questo vitale processo? Ebbene la nostra medicina ufficiale fa proprio questo, proponendo i farmaci. Le patologie correlate la medicina le ha messe sotto questi nomi: bronchite, asma, sinusite, acne, seborrea, eczemi grassi, ecc ecc.., ma la genesi, la causa è sempre uguale per tutte.Un eccesso della formazione di queste colle o gel può dipendere per esempio da. un eccesso di cereali raffinati (pane pasta dolci pizza) di zuccheri e grassi. I cristalli invece sono depositi solubili nei liquidi e vengono drenati attraverso i reni (urina) e le ghiandole sudoripare (sudore).L’accumulo dei cristalli deriva dalle proteine (carne pesce formaggi uova latte e latticini). I detriti invece provengono da alimenti acidi cioè che lasciano un residuo secco, ricco di fosforo e cloro quindi catabolismo delle proteine animali, carboidrati raffinati, grassi saturi, farmaci, ormoni, scorie della vita cellulare, sovraffaticamento fisico. Nei muscoli vengono prodotti dei metabolici acidi quali: acido lattico, piruvico anidride carbonica, stress con produzione di cortisolo ormone altamente immunodepressivo. Il tessuto connettivo passa da una condizione di gel (pieno di tossine) ad una di sol (cioè più liquido e più pulito) durante la notte ne abbiamo già parlato.  In caso d’incapacità dell’organismo di eliminare completamente i residui acidi, si và incontro a situazioni acute o croniche di acidosi tissutali. Tutti gli acidi sono irritanti e aggressivi, richiedono all’organismo grandi quantità di ossigeno e sali minerali che vengono presi dai tessuti e dalle ossa, così questi andranno in carenza. Ecco perché ci sono i dolori le infiammazioni perché le ossa e i tessuti cedendo i sali minerali per una giusta causa diventano più fragili e più deboli. L’acidità tissutale comporta dilatazione delle pupille, perdita degli enzimi digestivi, digestione irregolare, diminuzione della lacrimazione, diminuzione della peristalsi, aumento della stipsi, aumento della frequenza cardiaca, tendenza all’iperglicemia e alla carie, paradentosi, osteoporosi, tendenza ai crampi, tendenze alle emicranie, ipercolesterolemia. Da qui alcune patologie: esofagite peptica, gastrite acida, ulcere gastriche e duodenali, disfunzioni epato biliare con flatulenza, sensazione di pienezza e di gonfiore dopo il pasto, costipazione, malattie reumatiche, gotta, disfunsione renale, eczemi secchi, asma cardiaca. Da questo si comprende l’importanza della detossificazione, spesso questo percorso verso il miglioramento della salute è causa di sintomi spiacevoli, le tossine quando lasciano il nostro corpo non lo fanno senza arrecare disturbi che però non durano molto e sono detti effetti simpatici, come il mal di testa o bruciore di stomaco o nause diarrea vomito, dolori muscolari, orticaria, cattivo umore, stanchezza... si avrà l’accortezza di fare tutto in modo graduale affinché il movimento tossinico non dia molto fastidio, come ho detto prima il sintomo è un eliminazione quindi la strada verso la guarigione. I fenomeni simpatici si verificano ogni qual volta si tenta un regime dimagrante…avrete notato di come si diventa più nervosi e altri sintomi il motivo è sempre lo stesso s’inizia una sorta di disintossicazione con l’eliminazione delle tossine nella cellula adiposa. Limitare il consumo di sale, evitare oli idrogenati con additivi antiossidanti  Alcune regole per qualche giorno di detox: eliminare lo zucchero bianco raffinato, eliminare dolci, cioccolato, gelati e caramelle, non fumare, evitare alcolici, te nero e caffè, consumare poco latte e latticini (meglio se eliminarli del tutto), bere almeno 1,5-2 litri d’acqua al giorno, aumentare il consumo di frutta e verdura e cereali integrali, consumare possibilmente prodotti di cui si conosce la provenienza e se possibile del luogo e di stagione, evitare cibi in scatola. Evitare anche alimenti troppo cotti e preferire i crudi o massimo a vapore, eliminare il consumo di carne e pesce e di tutte le fonti animali, masticare molto bene il cibo accuratamente e a lungo, fare movimento all’aria aperta preferibilmente di mattina.

Gabriella Filice

domenica 17 febbraio 2013

La scala della salute


Possiamo immaginare la nostra salute come una scala, dove il gradino più alto rappresenta la salute perfetta (irraggiungibile proprio per via della nostra natura umana “materiale”), più si scende nei gradini sottostanti più ci si allontana dal primo, e di conseguenza diminuisce il livello della nostra salute. La Forza Curativa della Natura (chiamata fin dall’antichità “Vis Medicatrix Naturae”) è sempre orientata verso la conservazione della vita, per cui opera incessantemente per farci salire verso il gradino più alto della scala della nostra salute. Il solo modo per poter risalire i gradini della scala è quello di riuscire a sviluppare delle malattie, che di fatto sono l’espressione dello sforzo incessante della Natura per poter raggiungere i gradini più alti e quindi garantirci il maggior livello di salute possibile. Quindi la malattia non è “qualcosa da combattere”, ma piuttosto è il momento fondamentale della guarigione. E’ importante sapere che i gradini più in alto della scala della salute sono relativamente bassi, mentre più si scende nella scala e più i gradini diventano alti (ed è quindi più difficile risalirli). Di conseguenza, la gravità della malattia sarà proporzionata al livello della scala in cui ci si trova. La differenza tra un “raffreddore” ed un “tumore maligno” è che il raffreddore è una malattia lieve perché situata nei gradini più in alto, quindi è molto facile guarire da esso; il tumore maligno invece è una malattia grave perché è situato nei gradiniinferiori della scala della salute, per questo è molto difficile guarire da esso e anzi, spesso, di tumore si muore. La malattia c’è solo quando è necessaria, e rappresenta lo sforzo della Forza Vitale per riportare l’individuo in equilibrio… più la malattia è grave più lo sforzo della Vis Medicatrix è grande!I tumori sono uno sforzo enorme che Forza Vitale fa per riportarci alla salute,per farci risalire quei gradini molto in basso e molto alti!Per questo è assurdo aggredire le cellule tumorali per distruggerle, bisogna invece aiutare la Vis Medicatrix nel suo sforzo o, ancora meglio, prevenire l’insorgenza di patologie così gravi supportando la Forza Vitale in ogni sua manifestazione di malattia, perché più si è vicini al gradino più alto più è facile risalire e avvicinarsi maggiormente alla salute perfetta!Contrariamente a quanto sembra assodato, non sono i microbi la causa delle malattie. Credere a ciò è come dire che i topi sono la causa delle discariche di immondizia. L’unica e vera causa delle malattie è l’alterazione della Forza Vitale, e l’unica preoccupazione del medico deve essere quella di correggere questa alterazione. I microbi sono sempre presenti in ogni persona in modo silente, senza provocare alcuna infezione. Essi costituiscono la normale flora microbica della pelle e di tutte le mucose del’organismo (mucose delle vie respiratorie, intestinali, urinarie, uretrali e vaginali), superando di molte volte il numero delle cellule dello stesso organismo che li ospita!I microbi invece rappresentano lo strumento di cui la Natura, in particolari condizioni favorevoli, si serve per suscitare la malattia e poter quindi salire la scala verso i gradini più alti, essi non sono la malattia ma rappresentano “un’occasione di malattia”. Essi vengono attivati dal nostro Sistema Immunitario grazie alla produzione di anticorpi specifici, i quali così innescano il processo patologico in grado di farci progredire nella scala della salute. Per questo qualunque terapia diretta contro i microbi (antibiotici, antivirali, antimicotici, antiparassiti) interrompendo inevitabilmente il processo infettivo, in quel momento necessario per il raggiungimento di un migliore stato di salute, crea un ulteriore squilibrio nell’organismo, facendo sì che la patologia vada sempre più in profondità. Così facendo, invece di salire, si scende inesorabilmente verso i gradini inferiori della scala della salute e, come abbiamo visto, man mano che si scende nella scala, i gradini inferiori diventano sempre più alti rispetto a quelli superiori. Ciò significa che, per poter risalire, la Forza Vitale sarà costretta a sviluppare patologie via via più gravi rispetto alle precedenti. In questo modo le patologie, da acute e di breve durata, diventano ricorrenti, con sintomi sempre più forti e di lunga durata. Le continue soppressioni, sia mediche che chirurgiche, conducono inevitabilmente allo sviluppo delle patologie croniche, come estremo tentativo di guarigione da parte della Forza Vitale. Quali sono i fattori che provocano la continua discesa nella scala della salute?Quelli che di fatto rappresentano le vere cause delle malattie, perché con la loro azione di discesa suscitano inevitabilmente l’alterazione e quindi la reazione della Forza Vitale che cerca di farci risalire attraverso lo sviluppo delle malattie. Le vere cause delle malattie non sono le malattie, ma le condizioni che precedono e predispongono allo sviluppo delle malattie, come reazione di guarigione da parte della Forza Vitale. Qualunque malattia viene considerata come la manifestazione esterna, superficiale, organica, di una realtà interna, profonda, non visibile direttamente, immateriale, che ne rappresenta l’origine, la causa prima.

Gabriella Filice

mercoledì 13 febbraio 2013

I Ripetitori della telefonia causano mutazioni genetiche

Zucchina Mutagena


A Gaeta in provincia di Latina, due agricoltori notano strane mutazioni nei vegetali che coltivano nel proprio appezzamento di terreno. Il fenomeno guarda caso coincide con l'istallazione nelle vicinze di due ripetitori per la telefonia cellulare, questi apparecchi  si trovano apparentemente a distanza di sicurezza (circa 500m) eppure gli effetti che vengono mostrati alle telecamere di Tele Monte Orlando sono devastanti.
I proprietari della campagna mostrano a Luigi Oliviero che diversi tipi di alberi sono morti, la vite sta seccando, le melanzane e le zucchine hanno cambiato forma ma questi sono solo alcuni dei tanti effetti negativi causati da questi ripetitori.
Questi episodi risalgono tutti a 5 anni fa, fortunatamente gli agricoltori con l'aiuto di Legambiente sono riusciti ad ottenere il trasloco delle antenne e magicamente le strane mutazioni genetiche non si sono più verificate.
Ormai è stato dimostrato che le onde elettromagnetiche sono in grado di causare modifiche al DNA di tutti gli esseri viventi, alcune frequenze possono provocare danni piuttosto gravi o addirittura la morte. 
Anche la trasmissine Report si era occupata dei danni provocati da cellulari, ripetitori e wi-fi ma i grossi interessi delle multinazionali hanno insabbiato la cosa.
Per chi fosse interessato linkiamo la registrazione di Tele Monte Orlando

Come fare un Enteroclisma


Per fare un'enteroclisma dovete comprare un cosidetto "Enteroclisma da viaggio", si compra in farmacia e credo costi circa 10 euro.Cercate di capire come si monta. perchè all'inizio sembra difficile ma vedrete che poi vi sembrerà molto più semplice.
Ci sono due cannule, quella più lunga serve per i lavaggi vaginali quindi dovete usare quella più corta.
Una volta montato chiudete il rubinetto e mettetelo un momento da parte, adesso mettete un asciugamano grande a terra in bagno quindi procuratevi una sedia che abbia dei pomelli e mettetela vicino all'asciugamano, in alternativa va bene un ometto per gli abiti oppure la maniglia di una porta (non tutte le maniglie vanno bene).
Procuratevi un pezzo di spago da legare al gancio del sacchetto dell'enteroclisma creando un anello che vi servirà per appenderlo.Vi serve anche qualche goccia di olio come lubrificante (va bene anche l'olio d'oliva) in modo da non forzare la cannula all'interno dell'ano. Riempite il sacchetto di acqua tiepida ma tenete in considerazione che non c'è bisogno di bollirla, deve essere tiepida, non calda!
Aprite il rubinetto dell'enteroclisma facendo uscire un po' d'acqua nel WC o nel bidet, in modo che esca tutta l'aria che si è formata nel tubo e poi richiudete il rubinetto.Appendete l'enteroclisma alla sedia e sdraiatevi a terra sull'asciugamano, l'ideale sarebbe sul fianco destro. A questo punto introducete la cannula e solo dopo averlo fatto aprite il rubinetto.
L'acqua non deve fluire nè troppo velocemente, nè troppo lentamente. Se sono le prime volte che lo fate può capitare (soprattutto se l'intestino è molto pieno) di avere qualche fitta, in questo caso dovete respirare velocemente e vedrete che passa.
Se ci riuscite, aspettate di aver finito quindi svuotate tutto il sacchetto, in caso contrario chiudete il rubinetto e sedetevi sul wc per evacuare. Quando avrete finito riprendete con lo stesso metodo svuotando il sacchetto.
Ultimamente ho provato a farlo due volte di seguito (nel senso che ho riempito il sacchetto, evacuato e riempito di nuovo il sacchetto) trovo che l'effetto disintossicante sia maggiore ma magari è meglio farlo quando si ha già un minimo di esperienza. Vi consiglio di farlo a digiuno la mattina e di bere acqua dopo averlo fatto per aiutare ad eliminare le tossine.

martedì 12 febbraio 2013

I fazzoletti Tempo Complete Care sono Tossici



I fazzoletti profumati Tempo Complete Care sono pericolosi per la salute, a riverlarlo uno studio dell'associazione altroconsumo. Negli spot pubblicitari i fazzoletti si presentano ideali per il raffreddore ma soprattutto naturali visto che secondo il produttore sarebbero addizionati con gocce di eucaliptolo, che dovrebbe lenire gli arrosamenti alle fosse nasali e favorire la guarigione. Ma siamo sicuro che le cose stiano realmente così?
In Francia proprio l'eucaliptolo è stato bandito da numerosi prodotti perchè ritenuto potenzialmente tossico, infatti è stato eliminato anche dai prodotti dedicati ai bambini sotto i 36mesi di età. Le indagini rivelano che l'uso anche sporadico di questa sostanza potrebbe causare danni al sistema nervoso e alle vie respiratorie ma nonostante ciò in Italia questo prodotto continua ad essere commercializzato.
Ma non è finita qui perchè nei fazzoletti Tempo Complete Care sono stati trovati altri composti tossici, stavolta di natura chimica e indubbiamente più pericolosa. Stiamo parlando di petrolatum mineral oilhezyl cinnamal, limonene, hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyd, buthylphenyl methylpropional insomma una sfilza di sostanze destinate a compromettere la salute dei consumatori.
La cosa buffa è che sulla confezione viene espressamente scritto di non avvicinare i fazzoletti agli occhi, cosa sicuramente difficile da concepire visto che il naso si trova in una posizione molto vicina a questi ultimi. E' incredibile ma forse è meglio cambiare fazzoletti.

mercoledì 6 febbraio 2013

Carenza di Vitamina C aumenta invecchiamento


L'acido ascorbico o vitamina C ci difende dall'invecchiamento causato dall'esposizione solare, questo il verdetto dal dott. Anthony Spencer dell' università americana di Harward.
La vitamina C possiede svariate proprietà salutari ma nessuno fino a questo momento aveva scoperto una correlazione tra invecchiamento e carenza di questo prezioso nutriente. Lo studio mostra che la vitamina C interviene nella trasformazione di prolina in idrossiprolina, proprio quest'ultima giocherebbe un ruolo essenziale per il mantenimento di una pelle giovane. 
Sappiamo già che i raggi ultravioletti  sono in grado di arrecare danni alle cellule causando il famoso fenomeno del fotoinvecchiamento, ma la vitamina C secondo Spencer sarebbe in grado non solo di difendere l'organismo dai danni dei raggi solari ma anche di favorire la rigenerazione cellulare.  
La ricerca ha dimostrato inoltre che dopo il 50esimo anno di età, le persone rischiano la carenza quindi necessitano di un apporto di vitamina C doppio rispetto ai ventenni. Un insufficiente introito giornaliero sarebbe la causa di indebolimento delle strutture cellulari, quest'ultime una volta esposte al sole si danneggerebbero causando il fenomeno della pelle rugosa.
Il Professor Spencer afferma che con il consumo giornaliero di alimenti ricchi di vitamina C questi danni possono essere ridotti fino al 82%, per questo motivo è opportuno consumare regolarmente alimenti come i peperoni rossi, i kiwi, gli agrumi, i broccoli... sono fondamentali per raggiungere facilmente dosi elevate di questro prezioso nutriente ma è opportuno consumarli più volte durante la giornata e non tutti durante stesso pasto. 


lunedì 4 febbraio 2013

Le farine sono contaminate da aflatossine

Luigi Pelazza durante il servizio delle iene

Secondo un indagine condotta dalle iene, le farine che consumiamo tutti giorni sono potenzialmente cancerogene. Le farine subito dopo la raccolta vengono stoccate in dei silos, purtroppo quest'ultimi non vengono puliti e con il tempo le muffe producono le più dannose tossine di origine naturale che si conoscano, le aflatossine.
Le aflatossine sono delle micotossine prodotte da alcuni funghi o da alcune muffe, sono ritenute le sostanze potenzialmente più cangerogene esistenti dopo la famosa diossina. Nel 1961 un carico contaminato da aflatossine contenente farine di arachidi causò la morte di oltre 12.000 tacchini, l'Aspergillus un specie fungina appartenente alla famiglia degli Ascomiceti aveva colonizzato le confezioni dove venivano stoccate le farine.
Durante il servizio delle iene Luigi Pelazza denuncia la costante abitudine di non procedere alla pulizia periodica dei silos, lo dimostrano le riprese delle telecamere del noto programma di italia uno. Secondo la testimonianza di un impiegato addetto alla manutenzione dell'impiato, in venti anni non ci sarebbe stato nessun controllo. Le indagini hanno coinvolto otto aziende, i titolari si sono rifiutati di fornire la documentazione necessaria per dimostrare l'avvenuta pulizia ma Pelazza è riuscito a raccogliere un campione che le analisi hanno classificato come cancerogeno.
Per legge i silos devono essere puliti ogni anno ma come avrete capito nessuno fa controlli, chi ci pensa alla salute di noi consumatori?

martedì 29 gennaio 2013

Crocetta bleffa, i lavori per il MUOS continuano

Muos di Niscemi

Tutta una bleffa quella messa in atto dal presidente Rosario Crocetta, i lavori per la costruzione del Muos di Niscemi (CL) stanno proseguendo incessantemente. Nonostante il no all'unanimità del parlamento siciliano, le autorizzazioni non sono state ritirate e centinaia di persone continuano a protestare notte e giorno in contrada ulmo a niscemi. Per diminuire la resistenza il neo eletto presidente della regione Rosario Crocetta continua a rilasciare false dichiarazioni ai media, solo tre settimane fa aveva promesso al popolo siciliano la revoca delle autorizzazioni per la costruzione della disastrosa opera americana.
Il Muos sarà utilizzato per coordinare i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo ma potrà anche essere utilizzato per cordinare i droni, i famosi aerei senza pilota. Questa disgustosa opera minaccia la salute di milioni di siciliani, non saranno infatti solo gli abitanti di niscemi ad essere colpiti dai danni previsti dal Dr. Massimo Zucchetti (Professore Ordinario di Impianti Nucleari del Politecnico di Torino) e dal Dott. Massimo Coraddu (Consulente esterno - Dipartimento di Energetica, Politecnico di Torino) poichè le micronde sprigionate dal Muos possono avere effetti devastanti fino a 200km di distanza.

lavori MUOS 27 gennaio 2013
Come potete vedere dalla foto il basamento in muratura che ospiterà la torre della seconda parabola è stato già completato, se i lavori proseguiranno a questi ritmi potrebbero essere terminati entro una settimana.
Intanto alle inutili promesse di Rosario Crocetta si aggiunge la ''lentezza'' se così possiamo definirla dell' assessore Lo Bello. Quest'ultimo ha negato la partecipazione di Giampiero Trizzino ( presidente della IV Commissione dell'ARS ) alla riunione con i legali.  Fatalità o intralcio criminale?

Per rimanere aggiornati potete seguire le notizie sul MUOS sul sito ufficiale oppure tramite facebook richiedendo l'iscrizione a questo gruppo








mercoledì 23 gennaio 2013

Frutta: con o senza buccia?


Ormai è risaputo che la frutta va consumata regolarmente, è un alimento troppo spesso sottovalutato che possiede molteplici qualità salutari e nutrizionali. La frutta va consumata in grosse quantità, i fruttariani arrivano consumarne anche 6 o 7 kg al giorno ma per molti resta solamente un piacevole spuntino.

Purtroppo la frutta che compriamo al supermercato non è più quella di una volta, chissà quante volte ve lo siete sentiti dire, vero? Additivi, pesticidi e ogni sorta di sostanza chimica rimangono nella parte superficiale della frutta, la buccia. Per questo motivo si è diffusa l'abitudine di togliere la buccia di questo straordinario alimento, ma questo è un gesto consuetudinario che merita di essere ben analizzato.

Non tutti sanno che quasi tutta la frutta, possiede la maggior parte dei nutrienti proprio nella parte più esterna, la buccia. La parte più ricca di nutrienti delle mele per esempio, è proprio la buccia. Provitamina A, vitamine del gruppo B e folati sono solo alcuni dei nutrienti  di cui è ricca la parte più esterna questo frutto, rimuovendo la buccia perdiamo 100% di vitamina C, il 90% di vitamine del gruppo B e la quasi totalità di acido folico.
Avete mai sentito parlare di pectina? stiamo parlando di un noto antiossidante utilizzato per la preparazione delle marmellate. Si trova in diversi tipi di frutta in particolare nelle mele, nelle albicocche e nelle ciliegie ma non sperate di godere dei suoi benedici se rimuovete la buccia.

Come avrete capito la parte più esterna del frutto è anche quella più ricca di nutrienti ma ovviamente non tutti possono essere consumati con la buccia. Agrumi, banane, avocado per esempio non possono possono essere consumati senza rimuovere la parte più esterna del frutto. La buccia del kiwi al contrario di quello che si pensa è commestibile, vi basterà tagliarlo molto sottile per godere a pieno delle sue straordinarie qualità nutrizionali. In questo modo non avvertirete quella fastidiosa sensazione data appunto dalla buccia integra, ricordevi però di non esagerare poichè contiene molta cellulosa.

Ma cosa rimane esattamente se le vitamine sono state praticamente eliminate? lo zucchero.
La frutta senza buccia contiene quelle che io chiamo ''calorie vuote'', semplici zuccheri con poco e nessun nutriente. Buccia o senza buccia la frutta resta un importante alimento a cui nessuno di noi dovrebbe rinunciare, sperando che da questo momento in poi facciate tesoro di queste informazioni vi invito a consumare soltanto frutta biologica, in modo da eliminare il problema della buccia dato dai pesticidi.

giovedì 10 gennaio 2013

Diabete di tipo 1


 Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune particolarmente frequente nelle popolazioni occidentali, il sistema immunitario aggredisce le cellule del pancreas responsabili della produzione di insulina.
Sicuramente siete al corrente che questa malattia provoca esperienze dolorose e spesso difficili da gestire sia per il bambino che per la sua famiglia. Tuttavia quasi nessuno sa che esistono prove certificate che collegano questa patologia alla dieta, in particolare ai latticini.

Causa principale

Un neonato non viene allattato al seno abbastanza a lungo, in compenso viene nutrito con il latte sostitutivo magari sottoforma di latte in polvere. Il neonato dunque viene alimentato con le proteine derivate dal latte tramite questa porcheria artificiale.
Il latte una volta ingerito raggiunge l'intestino tenue, qui per essere digerito viene scisso in amminoacidi; tuttavia in alcuni bambini per motivi che anche sono oggetto di studio questo latte non viene digerito completamente e piccole catene di amminoacidi o frammenti delle proteine originarie rimangono nell'intestino.
Questi frammenti proteici non completamente digeriti vengono assorbiti nel sangue, il sistema immunitario visto che si trovano in una forma diversa non riesce a identificarli correttamente e riconoscendoli come invasori si appresta a distruggerli.
Purtroppo questi frammenti sono identici alle cellule del pancreas che producono insulina quindi in sistema immunitario perde la capacità di distinguere frammenti proteici del latte, dalle cellule del pancreas cosi e li distrugge entrambi.
Via via che le cellule diminuiscono il bambino smette di produrre insulina e diventa un diabetico di tipo 1.


Genetica

Di questi tempi vige la convinzione popolare che il diabete di tipo 1 sia riconducibile alla genetica. Ma la genetica da sola non può che spiegare una minima parte di questi casi, si parla comunque di percentuali vicine allo zero.
In realtà accade che i nostri geni vengono marchiati, etichettati da delle molecole che funzionano come degli interruttori, dei controllori, che attivano e/o disattivano i vari geni.
Una prova può essere fatta esaminando i gemelli, alcuni ricercatori ne hanno infatti analizzato genetica e stile di vita. Sebbene i gemelli partissero alla nascita con identico materiale genetico, col passare dei decenni le etichettature dei loro cromosomi sono diventate molto diverse. Durante la loro vita, ciò che i gemelli mangiavano, bevevano, pensavano, respiravano era diverso e quindi anche i loro geni venivano etichettati (attivati/disattivati) in maniera diversa.
Quindi perchè si producano i loro effetti c'è bisogno di un fattore scatenante, i latticini per esempio.

Cure

Come sapete per medicina moderna questa malattia è incurabile quindi i pazienti sono condannati ad assumere insulina per tutta la vita.
Un soluzione alternativa è quella del dott. Gabriel Cousens che attraverso un programma rivoluzionario permette di abbassare i livelli di glucosio nel sangue e invertire il processo diabetico fino alla guarigione.
Questo metodo è infatti il frutto di uno lavoro medico collettivo durato 35 anni che ha comprovato l'efficacia della dieta vegan crudista per la guarigione dal diabete.
Il programma terapeutico denominato "Curare il diabete in 21 giorni" è in grado di reinvertire il processo degenerativo del diabete di tipo II sino a completa guarigione nonché di apportare miglioramenti notevoli rispetto ai disturbi generati dal diabete di tipo I.

Per ulteriori informazioni sui danni causati dai latticini potete leggere questo articolo 

ATTENZIONE: il presente articolo è stato scritto a scopo esclusivamente informativo, invito le persone affette da questa patologia a non sospendere la propria terapia senza ausilio di uno specialista. La redazione, nonostante sia certa della validità della cura del dott.Cousens, non si assume nessuna responsabilità nel caso di eventuali danni provocati dalla cattiva applicazione della stessa.





mercoledì 9 gennaio 2013

Latte assassino


Il latte di mucca è un alimento adatto per gli esseri umani?
La risposta è "NO", il latte di mucca è destinato ai vitelli, proprio come il latte umano che è prodotto a beneficio dei piccoli umani. Beviamo il latte di mucca semplicemente perchè l'abbiamo sempre fatto, negli ultimi 40 anni sono stati condotti studi dai risultati inquientati. In questo articolo cercherò una volta per tutte di fare chiarezza su questo fantomatico alimento.

Le proteine del latte

La caseina rappresenta una famiglia di proteine che si trova nei latticini, i 3/4 di tutte le proteine del latte appartengono a questa famiglia.
Il dott.Thomas Colin Campbell durante le osservazioni raccolte dal progetto Cina, racconta la connessione sorprendente che trovò tra la caseina e il cancro nella sua ricerca sui topi di laboratorio. Per usare le sue stesse parole, la caseina "si è rivelata così potente nei suoi effetti che potremmo accendere e spegnere la crescita del cancro semplicemente cambiando il livello somministrato". Proteine vegetali come quelle dei legumi e cereali non hanno sortito lo stesso effetto.

Ma il latte non è necessario per le ossa?

Questo è un mito che molti genitori hanno passato e tutt'ora passano ai loro figli, mito che a sua volta è stato indottrinato ai genitori dalle multinazionali del latte che ogni anno per farci il lavaggio del cervello spendono centinaia di milioni di dollari. A rinforzare questa credenza contribuiscono anche degli incauti esperti nutrizionisti spesso ospiti delle più svariate trasmissioni denigratorie.
Ma la verità è che il latte e i suoi derivati indeboliscono le ossa e accelerano l'osteoporosi.
Statisticamente la frequenza di osteoporosi è più elevata nelle popolazioni con alti consumi di latticini rispetto a quelle che non ne fanno uso.Appare chiaro quindi che non essendo implicata la mancanza di calcio nella dieta, altri fattori possono essere coinvolti nell'insorgenza dell'osteoporosi.
E' importante specificare che l'osteoporosi deriva dalla perdita di calcio e non da insufficiente quantità di calcio assunto. L'organizzazione mondiale della sanità consiglia l'assunzione giornaliera di 1000mcg di calcio, inutile dirvi che queste quantità oltre ad essere inutili sono pericolose perchè affaticano i reni.
Nello specifico le proteine del latte aumentano l'acidità del nostro organismo, quest'ultimo per neutralizzare questa acidità  preleva prima i bicarbonati e poi, quando quest'ultimi diventano insufficienti, il calcio dalle ossa per equilibrare l'eccessiva acidità.
Il calcio è un elemento altamente alcalinizzante e il nostro corpo lo utilizza per tamponare l'acidosi, questo è un meccanismo di difesa necessario poichè ph troppo acidi (inferiori al 5) causano morte . Capite dunque che quella del corpo è una reazione fisiologica assolutamente inevitabile.
Ma perchè il corpo utilizza il calcio delle ossa e non quello ematico? perchè il calcio dei latticini presente nel sangue è inorganico e quindi non assimilabile.
Il calcio presente nel latte contribuisce solamente a fare aumentare i livelli sanguigni della calcemia, essendo inorganico il nostro corpo tenta di liberarsi di questo elemento ma ci riesce solo parzialmente. Una parte dunque si deposita nelle arterie predisponendoci a malattie cardiovascolari  e una parte viene esplulsa attraverso i reni, che a causa del superlavoro si affaticano notevolmente.

Combattere l'osteoporosi

Per assicurarsi un ottima fonte di calcio non basta consumare cibi contenenti calcio, vi garantisco che risulta molto più importante assumere vitamina D attraverso l'esposizione solare. La vitamina D fissa il calcio ematico nelle ossa, scongiurando qualsiasi problema osseo.
Riguardo al fabbisogno di calcio posso affermare con certezza che anche 500mg possono bastare, ma è importante non eccedere con le proteine poichè quest'ultime ne aumentano il fabbisogno quotidiano. Attenti anche a non sottovalutare l'attività sportiva poichè fondamentale per il mantenimento delle nostre ossa.

Le fonti di calcio

Il calcio si trova facilmente nei vegetali, semi di sesamo, frutta secca, fichi, verdure a foglia verde, broccoli...
ne sono particolarmente ricchi.
Per ulteriori info potete leggere anche questo articolo.

Altri danni che causa il latte

• Il latte è la causa primaria di carenza di ferro nei bambini (anemia), infatti, ora anche la American Academy  of Pediatrics sconsiglia di dare latte ai bambini dopo il primo anno.
• E' stato dimostrato che il latte contribuisce allo sviluppo del diabete di tipo 1° (insulinodipendente) vedi ''the china study''...
• Allergie e problemi respiratori (sinusite, difetti dei turbinati...)
• Facilita le infiammazioni
• Distrugge le scorte di vitamina C

Contaminazioni

Come se il latte non fosse già abbastanza nocivo, la multinazionale Monsanto e la FDA lo hanno reso ancora peggiore. Nel 1994 la FDA ha approvato l'uso di ormoni della crescita prodotti da Monsanto per i bovini con lo scopo di aumentare la produzione di latte del 10-25%.
Questi ormoni della crescita, in grandi quantità, stimolano la formazione di cellule cancerose. Studi recenti hanno scoperto un incremento di sette volte nel rischio di cancro al seno nelle donne con il più alto livello di questo ormone, e di quattro volte nel rischio di aumento di cancro alla prostata negli uomini.
Alti livelli di questo agente di crescita aumentano anche le infezioni alle mammelle delle mucche. Di conseguenza queste mucche sono spesso trattate con molti antibiotici e quindi alte tracce di questi medicinali, così come pus e batteri da mammelle infette, sono stati trovati nel loro latte.

Conclusioni

Il consumo di latte provoca molte delle malattie che invece è propagandato di prevenire, l'allevamento è un pilastro dell'economia mondiale quindi per evitare pesanti ripercussioni economiche queste informazioni non vengono pubblicizzate dai media.

Le informazioni citate in questo articolo possono essere verificate leggendo il libro ''The China Study''

giovedì 3 gennaio 2013

I Minerali


 I minerali sono necessari per numerose funzioni metaboliche, strutturali e funzionali. Formano la struttura ossea e dentaria, come nel caso del calcio e del fosforo, alcuni invece sono coinvolti nei processi idroelettrolitici, osmotici e di regolazione acida – basica. Si tratta del sodio, del cloro, del potassio, del calcio, del magnesio, dello zolfo e ancora del fosforo.
Poi c'è il ferro essenziale per la produzione dell'emoglobina o lo iodio per il metabolismo tiroideo, insomma ogni minerale svolge un ruolo essenziale per il nostro corpo.
In questa tabella sono indicati i minerali principali, vengono citate le fonti e le funzioni degli stessi.
Tengo a precisare che questi dati non tengono conto della biodisponibilità ma di questo argomento nè parlerò più avanti.

Calcio
dove si trova
(principali fonti)
sesamo, frutta secca, verdure a foglia verde, fichi e legumi. I vegetariani lo assumono anche dai latticini.
a cosa serve favorisce la formazione delle ossa e dei denti, contribuisce alla coagulazione del sangue e al funzionamento di tutti i muscoli

Cromo
dove si trova
(principali fonti)
lievito di birra, cereali integrali, carote, piselli, barbabietole, funghi,  pomodori, pere, datteri, noci
a cosa serve consente il funzionamento dell'insulina, che a sua volta permette alle cellule di utilizzare in modo corretto il glucosio

Ferro
dove si trova
(principali fonti)
albicocche, pesche, fichi, uva, legumi, rosmarino, frutta secca, tarassaco, radicchio, cereali integrali.
a cosa serve partecipa alla formazione dell'emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi che rifornisce di ossigeno tutte le cellule, partecipa alla metabolismo dei carboidrati e alla produzione di anticorpi

Iodio
dove si trova
(principali fonti)
sale marino ( sconsigliato quello iodato), alghe, legumi, frutta (fejoa in particolare) e in piccole dosi anche nelle verdure. Anche nei latticini per i vegetariani
a cosa serve viene utilizzato dalla tiroide per produrre ormoni tiroidei

Magnesio
dove si trova
(principali fonti)
frutta secca (specie in anacardi e noci), semi oleaginosi, miglio, frumento integrale, fagioli, lenticchie, verdure a foglia verde.
a cosa serve
(principali fonti)
è importante per la salute delle ossa e dei denti, mantiene efficiente il cuore e vasi sanguigni, contribuisce al regolare funzionamento del sistema nervoso

Potassio
dove si trova frutta e verdura fresche, frutta secca, noci, cereali, patate, pomodoro.
a cosa serve
(principali fonti)
regola il contenuto di liquidi nell'organismo, contribuisce al funzionamento dei muscoli e delle cellule nervose

Rame
dove si trova
(principali fonti)
sesamo, noci, fagioli, cereali integrali, cacao, funghi, lievito di birra
a cosa serve partecipa alla formazione dell'emoglobina

Selenio
dove si trova
(principali fonti)
cereali integrali, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, frutta secca (specialmente anacardi e pistacchi), sedano, pomodoro
a cosa serve combatte i radicali liberi assieme alla vitamina C e E, partecipa alla formazione degli ormoni tiroidei

Sodio
dove si trova
(principali fonti)
sale marino, spinaci, carciofi, mele, sedano e alimenti in scatola. latticini e uova per i vegetariani
a cosa serve
(principali fonti)
collabora al metabolismo dei minerali, partecipa alla regolazione dei liquidi

Zinco
dove si trova
(principali fonti)
legumi, frutta secca, cereali integrali, aceto, patate ma anche nelle uova e nei latticini.
a cosa serve importante per la crescita cellulare, essenziale per la sintesi delle proteine, contribuisce a regolare lo sviluppo sessuale

giovedì 20 dicembre 2012

Tossine vegetali

Tutti gli alimenti, anche quelli di origine vegetale contengono delle tossine. Le tossine vengono prodotte dalle piante stesse per difendersi da attacchi esterni e sono particolarmente concentrate nei semi delle piante.
Famose sono le tossine presenti dei germogli dei legumi, che però si riducono fortemente dopo la fase di germinazione.
In nostro corpo nell'arco degli anni si è evoluto per difendersi da queste tossine, per questo motivo abbiamo una certa immunità. Nonostante ciò occorre non esagerare in quanto un consumo eccessivo di tossine può causare diversi problemi di salute.
Oggi vi parlerò di numerosi tipi di sostanze tossiche presenti degli alimenti, imparete quindi a differenziare il più possibile la vostra dieta per evitare accumuli. E' opportuno ricordarvi che comunque molte tossine se assunte a basse dosi  sono considerate utili della prevenzione del cancro.

INIBITORI ENZIMATICI: i legumi come soia, fagioli, ceci...contengono delle sostanze che si comportano come inibitori delle proteasi, delle lipasi, delle amilasi e di altri enzimi. Queste sostanze inibitorie a dosi elevate, non certo raggiungibili con un'alimentazione equilibrata possono provocare diversi effetti avversi. Il primo effetto è a livello del pancreas, con un'ipertrofia pancreatica, il secondo, invece, consiste in una ridotta crescita dell'organismo.
LECTINE: le lectine sono proteine, glicoproteine o lipoproteine, che fanno parte della famiglia vegetale delle fitoemaglutinine, così chiamate perché favoriscono l'aggregazione dei globuli rossi. Quest'ultime si ritrovano nei semi di circa ottocento piante, di cui seicento della famiglia delle leguminose. Una volta ingerite, vanno a legarsi alle cellule dell'epitelio intestinale, riducendo la capacità assorbente dell'intestino. Normalmente, queste proteine vengono inattivate con la cottura.
GLUCOALCALOIDI: i glucoalcaloidi derivano da alcune solanacee come le patate, le melanzane ed i pomodori. Le sostanze in esame - che si possono sviluppare ed accumulare  all'interno di queste piante - sono le solanine. Un'eccessiva introduzione nell'organismo di solanine (dosaggio superiore ai 20 mg per 100 grammi di solanacea) può provocare un'azione irritante ed inibire l'azione dell'acetilcolinesterasi.
ACIDO OSSALICO: lo ritroviamo principalmente in pomodori, spinaci, tè e cacao. L'acido ossalico è tossico perché lega il calcio rendendolo non più disponibile al nostro organismo; inoltre i cristalli di calcio che precipitano provocano dei danni al tessuto renale e vasale. Anche in questo caso è molto difficile assumere una quantità di acido ossalico tale da causare questi effetti, proprio perché i quantitativi da assumere sono molto alti (si parla di più di due chili di pomodori e più di mezzo chilo di spinaci).
ACIDO FITICO: lo si ritrova nei cereali, nei legumi e nella frutta secca. L'acido fitico lega i metalli bivalenti e trivalenti, importanti per il funzionamento cellulare. L'acido fitico può quindi ridurre l'assorbimento di rame, zinco, ferro e calcio.
AMINOACIDI TOSSICI: questi aminoacidi “anomali o atipici” sono ben diversi dagli aminoacidi classici impiegati per la formazione delle proteine. Una maggiore introduzione di questi amminoacidi anomali provoca il NEUROLATTIRISMO. I principali responsabili di questa conseguenza sono il DABA (acido L-2,4-diamminobutirrico) e l'ODAP (acido 3-N-ossil-diamminopropionico), presenti soprattutto nei semi della cicerchia. Il neurolattirismo è caratterizzato da debolezza e rigidità muscolare muscolare, sino alla paralisi degli arti inferiori. Un'altra patologia molto pericolosa è il FAVISMO. Questa patologia è caratterizzata dalla carenza di un enzima, che è il glucosio-6-fosfato-deidrogenasi. Un individuo che presenta il favismo riesce a produrre soltanto piccole quantità di NADPH (necessario, tra l'altro, per il funzionamento del glutatione, quindi utile per l'azione antiossidante e per l'integrità dei globuli rossi). Per questo motivo, quando le persone affette da favismo assumono delle piccole quantità di alimenti, come le fave, che contengono l'aminoacido tossico 3,4-diidrossifenilalanina, possono andare in contro ad emolisi dei globuli rossi e nei casi più gravi anche a morte.
COMPOSTI CIANOGENETICI: queste tossine alimentari si trovano soprattutto nei semi racchiusi nel nocciolo, come quello della pesca, dell'albicocca o della ciliegia. Un esempio di composto cianogenetico è dato dall'amigdalina, un glicoside in grado di produrre acido cianidrico. L'acido cianidrico è un veleno mitocondriale che ostacola la produzione di adenosintrifosfato (ATP), essenziale per il nostro organismo.
SOSTANZE VASOATTIVE, come la tiramina contenuta in alimenti fermentati, come formaggi, prodotti lievitati, birra, vino e caffè. La tiramina è un'amina simpatico-mimetica indiretta, in grado di svuotare le vescicole che contengono la noradrenalina e l'adrenalina, provocando un rilascio massiccio di questi neurotrasmettitori soprattutto a livello cardiaco e vasale. La conseguenza è una crisi ipertensiva. In pazienti depressi, la cui cura prevede la somministrazione dei MAO inibitori, la tiramina non viene degradata causando ipertensione.