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martedì 10 febbraio 2015

Foie gras: un'usanza barbara

Il foie gras (letteralmente “fegato grasso”) è il fegato malato di un’oca o di un’anatra che è stata sovralimentata forzatamente, più volte al giorno, per mezzo di un tubo metallico, lungo 20-30 cm, infilato in gola e spinto giù fino al raggiungimento dello stomaco. Per costringere il suo organismo a produrre il foie gras, l’animale deve ingerire un’enorme quantità di mais in pochi secondi. Questo comporta l’aumento delle dimensioni del fegato quasi di dieci volte superiore rispetto a quelle normali e lo sviluppo di una malattia nell’animale: la steatosi epatica.

Se l’animale cerca di divincolarsi quando il tubo gli viene inserito in gola, o se il suo esofago si contrae per conati di vomito, rischia il soffocamento e la perforazione del collo che gli sarà fatale.
L’inserimento del tubo comporta lesioni con conseguenti infezioni e dolorose infiammazioni. La squilibrata e forzata sovralimentazione causa frequentemente malattie dell’apparato digestivo, potenzialmente fatali.
Subito dopo ogni sessione di alimentazione forzata, l’animale soffre di dispnea e diarrea. L’allargamento del fegato comporta difficoltà respiratorie e rende doloroso qualsiasi movimento.
Il ripetersi di questo trattamento porta alla morte dell’animale alimentato forzatamente. Questi volatili vengono macellati prima che muoiano per queste conseguenze. In ogni caso, gli animali più deboli sono già moribondi al momento dell’arrivo nella stanza da macello, mentre molti altri non arriveranno neanche a quel momento: nel periodo di alimentazione forzata, il tasso di mortalità delle anatre è da dieci a venti volte superiore al normale.

Sofferenza concentrata

La violenza insita nella produzione del foie gras basterebbe a giustificarne l’abolizione. Comunque, per la maggior parte di questi animali il calvario non si limita alla brutalità dell’alimentazione forzata. A molti viene amputata parte del becco, senza anestesia, con pinze o forbici.
La natura delle anatre è di trascorrere gran parte della loro esistenza in acqua. In questi “allevamenti”, molti volatili vengono tenuti prima in capannoni, poi in gabbie dove si feriscono le zampe che appoggiano su una serie di fili metallici. Le gabbie sono così piccole che gli animali non possono nemmeno girarsi su loro stessi, tantomeno assumere una posizione eretta o battere le ali. A molti di quelli che sopravvivono fino al macello si spezzano le ossa durante il trasporto e mentre vengono maneggiati. Quindi vengono appesi a testa in giù per essere fulminati con l’energia elettrica, per poi essere sgozzati. Le anatre femmine vengono macellate vive o asfissiate brevemente con il gas dopo la covatura, perché i loro fegati hanno più vene di quelli dei maschi.

Piacere per alcuni, sofferenza per altri

Come può il banale piacere di mangiare il suo fegato giustificare l’imposizione di un’esistenza così orribile ad un essere senziente che, come noi, prova dolore e angoscia? Solo il fatto che appartiene ad un’altra specie ci dà il diritto di rimanere sordi nei confronti della sua sofferenza e muti di fronte a questa schiavitù immorale?
Esistono delle leggi che proteggono gli animali dalle torture e dalle crudeltà. Queste leggi vengono deliberatamente ignorate quando ogni anno 30 milioni di animali vengono utilizzati per il foie gras, soprattutto in Francia. Si dice che la “sofferenza necessaria” è accettabile. In realtà, il consumo di questo prodotto è assolutamente non necessario. Nessuno, nemmeno chi trae profitto da questo commercio, oserebbe affermare il contrario.
Mentre per il consumatore il prezzo al chilo del foie gras continua ad abbassarsi, gli animali, i cui corpi vengono straziati deliberatamente, pagano a caro prezzo.
Anche la Francia sta pagando a caro prezzo il foie gras, dal momento che è vista come una nazione reazionaria a confronto di quei Paesi che ne hanno bandito la produzione. Non è incredibile che un’usanza barbarica come conficcare un imbuto o una pompa pneumatica nella gola di un animale in gabbia sia considerata una tradizione d’elevata cultura?

Bandire il foie gras: verso una produzione alimentare etica

Riconoscendo che la realizzazione del foie gras si basa su una totale negazione dei diritti degli animali utilizzati per la sua produzione:
  • Chiediamo a coloro che alimentano forzatamente oche e anatre di fermare questa pratica abusiva. Il fatto che non intendano fare del male a questi animali non riduce la sofferenza che comunque provocano loro. Chiediamo a chiunque tragga profitto dal foie gras, senza nessuna considerazione etica, di cessare la sua partecipazione a questo business malato.
  • Chiediamo a chiunque tragga profitto dal foie gras, senza nessuna considerazione etica, di cessare la sua partecipazione a questo business malato.
  • Chiediamo alle autorità scientifiche e veterinarie a cui sta genuinamente a cuore il benessere degli animali di denunciare coraggiosamente, nonostante la pressione politica ed economica, gli attuali metodi di produzione del foie gras.
  • Chiediamo ai nostri giudici di ricordare che esistono delle leggi finalizzate a limitare la sofferenza che può essere inflitta ad un essere senziente, e che, di conseguenza, la produzione del foie gras è illegale.
  • Chiediamo ai nostri politici di legiferare al fine di bandire questa pratica per sempre.
In qualità di consumatori determinati a “servire l’etica” a tavola, e coscienti del fatto che questa sofferenza esiste unicamente per soddisfare le nostre papille gustative, ci rifiutiamo di comprare e consumare questi fegati malati di animali torturati.

mercoledì 6 febbraio 2013

E' morto Stewie, il Maine Coon da guiness


E' morto Mymains Stewart Gilligan il gatto conosciuto con il nome di Stewie, questo micio è stato pluripremiato per la sua lunghezza da record. Stewie misurava ben 123,5 cm ed era entrato nel guiness dei primati per essere il gatto domestico più lungo del mondo, il precedente record era stato assegnato ad un altro Maine Coon da 121,9 cm.
Stewie se ne è andato dopo solamente 8 anni di vita a causa del cancro, a dare il triste annuncio è stato il ''proprietario'' Robin Hendrickson. Il gatto viveva a Reno in Nevada ed era ritenuto un gigante buono grazie al suo ottimo carattere. Stewie era vivace, curioso e giocherellone e le sue dimensioni lo rendevano sicuro di sé con altri animali.
I Maine Coon sono gatti imponenti originari del Nord America, questi animali possono arrivare a pensare anche 13 kg ma le femmine generalmente non superano i 7 kg. Stiamo parlando di gatti robusti, che non richiedono cure particolari ma che devono essere spazzolati almeno una volta alla settimana.
I Maine Coon al contrario degli altri gatti non hanno paura dell'acqua, per questo motivo è possibile lavarli tranquillamente. (devono essere abituati da piccoli). Il mantello di questi animali ha un'impermeabilità naturale che li protegge da acqua e freddo ed impedisce la formazione di nodi. Il pelo lungo lo ripara dal bagnato e lo protegge dagli inverni freddi.
Dopo la morte per fare le condoglianze a Robin, centinaia di fan hanno invaso il profilo facebook di Stewie.

martedì 29 gennaio 2013

La camorra dietro il business dei cardellini

Un cardellino nel suo habitat naturale

I cardellini sono degli uccelli appartenenti alla famiglia dei fringilli e sono particolmente apprezzati per il loro canto. La fisionomia del cardellino è facilmente riconoscibile grazie alla mascherina rossa sulla faccia e per l'ampia barra gialla sulle ali. Le altre parti delle piume vanno dal bianco delle guance, al nero della coda fino al marrone del dorso.
Purtroppo i cardellini costituiscono una buona fonte di guadagno per la criminalità organizzata, in particolar modo per la camorra. Per questo motivo gli animali vengono catturati in natura e costretti a vivere in cattività con l'unico scopo di sviluppare determinate caratteristiche appetibili per questo vero e proprio business criminale. Per sviluppare un canto particolarmente vigoroso i cardellini catturati vengono stipati massivamente in gabbie con le zampe legate e le ali tagliate, in questo modo l'animale stressato cinguetta più energicamente.
La guardia forestale ha stimato che in queste condizioni un solo esemplare su quindici riesce a sopravvivere, gli altri si divorano a vicenda per la disperazione. I pochi sopravvissunti invece, vengono venduti dai grossisti intorno ai 150 euro, ma se i cardellini sviluppano un canto particolarmente bello e se riescono ad accoppiarsi con la canarina allora la cifra può essere molto più elevata.
Nel napoletano il cardellino viene venduto nei mercati domenicali,  per il 19 marzo durante i festeggiamenti di San Giuseppe, vengono addirittura appositamente allestiti degli spazi per la vendita di questi sfortunati animali. Nonostante queste attività siano illegali, questo vero e proprio business viene praticato alla luce del sole. Più volte Edoardo Stoppa ha denunciato queste attività criminali durante i servizi di Striscia la notizia ma fino a questo momento nessuno si è occupato di questa spiacevole situazione.

martedì 8 gennaio 2013

Meticcio ucciso dai petardi


 A Gallesano, in Istria, un meticcio è stato ferito gravemente con un petardo in bocca, lanciato nella notte di Capodanno da una banda di ragazzi violenti che semina paura e terrore anche tra gli abitanti del luogo. 

Purtroppo a causa delle gravi condizioni, il veterinario non ha potuto far altro che praticare l’eutanasia. Aveva la bocca squartata e un occhio irrimediabilmente compromesso, la radiografia ha accertato anche la presenza di due pallini di fucile ad aria compressa nella testa e nel collo. Miško era l’unica compagnia per la proprietaria di 89 anni, passava gran parte delle sue giornate sul muro del cortile e non abbaiava né dava fastidio a nessuno.
Molti cittadini croati tramite un giornale locale hanno dichiarato che il colpevole non dovrebbe essere punito solo con una multa ma anche con pene detentive. La legge croata per la difesa degli animali è stata da poco rivista in modo più severo, questo per allinearla ai regolamenti europei della difesa degli esseri viventi. La pena per gli autori di violenze su cani e gatti, per chi li abbandona o per chi omette di soccorrerli, può arrivare ora alla reclusione, oltre all’ammenda pecuniaria. Ora si attende che le indagini facciano il suo corso.
In due giorni c'è stato un boom di adesioni nel gruppo (43600 iscritti), chiedendo che si faccia giustizia per Miško.

Petizione da firmare, clicca qui 

Per iscriverti al gruppo, clicca qui

venerdì 4 gennaio 2013

Cesar Millan braccato da Striscia


Cesar Millan è un noto personaggio televisivo e addestratore di cani, famoso in america per il reality show Dog Whisperer - Uno psicologo da cani.
Millan torna al centro della polemica grazie al noto programma televisivo Striscia La Notizia, l'addestratore viene accusato da Edoardo Stoppa di utilizzare metodi educativi troppo crudeli.
In passato già Youtube aveva sollevato i primi dubbi sul noto addestratore messicano, accusato di utilizzare metodi non convenzionali per la risoluzione di disturbi comportamentali dei nostri amici pelosi.
Utilizzo di collari elettrificati, violenze fisiche e traumi psicologici sono solo alcune delle violenze contestate, anche l'ENPA lo scorso giugno lanciò un appello.
Durante la puntata di Striscia vengono illustrate alcune metodologie aggressive che sarebbero in uso nei programmi televisivi di Millan, Stoppa contattata esperti della conferenza “Chi ha paura di Cesar Millan?”, tenutasi a Milano lo scorso 2 dicembre. Fra tutti, emerge la posizione della dottoressa Barbara Gallicchio, medico veterinario comportamentalista:

«Abbiamo paura di un fenomeno incredibilmente diffuso e potente, ci hanno spiegato che il 50% dei consumatori americani sa chi sia Millan, è una cifra impressionante. Si trasmette un messaggio di violenza sull’animale che non solo è pericoloso per l’animale – fisicamente e psichicamente – ma anche per la famiglia che cercherà di mettere in atto questi comportamenti che lui ha insegnato. Il proprietario, quando si ritroverà da solo con il collarino a strangolo, non lo strangolerà il suo cane. Proverà, il cane si ribellerà perché ha già provato l’esperienza dello strangolamento, e si girerà per mordere il proprietario o per cercare di divincolarsi. E il proprietario lo lascerà andare. Un cane che ha paura pensa che che il ringhio sia sufficiente, Cesar Millan arriva e lo colpisce, e il cane – più stressato di prima – lo morde. Il cane ha tratto un nuovo insegnamento: ringhiare non basta.»

Cesar Millan ovviamente si oppone alle accuse, sostenendo la validità dei propri metodi. In una recente intervista pubblicata su The Big Issue lo scorso dicembre, l'addestratore ha sostenuto di non essere crudele con gli animali, bensì di ricorrere a particolari strategie come ultima risorsa per salvare cani altrimenti destinati alla soppressione.

Per rivedere il servizio di Striscia La Notizia clicca qui

mercoledì 2 gennaio 2013

La Vivisezione


Ogni anno centinaia di milioni di animali vengono uccisi durante esperimenti di vivisezione. Ogni campo della ricerca utilizza questa tecnica, anche se i risultati che si ottengono sono poco utili e in molto casi totalmente inutili.
Il termine vivisezione indica un esperimento in cui vengono impiegati animali. Inutile dire che l'animale subisce un notevole grado di sofferenza. Ad esempio nel campo della psicologia si condizionano gli animali a comportarsi in una certa maniera sottoponendoli a ripetute scariche elettriche.
Avete capito bene, chirurgia e farmacologia non sono gli unici settori in cui si compiono esperimenti di vivisezione. Sugli animali infatti vengono testati anche pesticidi, cosmetici, armi chimiche, vernici, additivi alimentari, ogm, tabacco...
Una parte di loro viene appositamente allevata in cattività altri invece vengono prelevati con la forza dal loro habitat naturale. La vita di questi animali è scandita dai ritmi imposti dai ricercatori. Hanno spazi ristretti, solitamente non possono socializzare e per questo motivo vengono isolati dai loro simili, mangiano quando e come vogliono i ricercatori, spesso restano in stanze perennemente illuminate artificialmente e non vedono mai la luce del sole. Nessuna specie viene risparmiata: topi, ratti, conigli, uccelli, pesci, ma anche cani, gatti, scimmie, bovini e cavalli... spesso questo calvario termina con la morte.
Secondo i dati ufficiali ogni anno nel mondo vengono vivisezionati circa 350.000.000 milioni di animali. Questi esperimenti vengono condotti da diversi organi quali università, ospedali e istituti di ricerca. Questo perchè secondo la legge tutti i prodotti, prima di essere commercializzati devono, essere testati sugli animali.
Le modalità con cui vengono compiuti gli esperimenti sono le più svariate: gli animali sono avvelenati, ustionati, accecati, shockati, affamati, mutilati, congelati, decerebrati, schiacciati, sottoposti a ripetute scariche elettriche e spesso anche infettati da virus.
Per non disturbare i ricercatori a volte gli animali sono stati persino devocalizzati, ossia gli sono state tolte le corde vocali in modo da impedirgli di urlare. Per ridurre i costi tutto questo viene eseguito senza che vengano anestetizzati.
Stiamo parlando di gesti di inaudita violenza paragonabili alle sofferenze degli ebrei nei campi di concentramento di Auschwitz. Gli animali non sono oggetti da utilizzare a proprio piacimento e per i propri scopi, sono creature pensanti proprio come noi e quindi hanno il diritto di essere rispettati.
Fortunatamente alcuni associazioni si battono contro ogni forma di sfruttamento e violenza sugli animali, impossibile non citare la LAV ma ne esistono molte altre, speriamo che il loro impegno sia un esempio per chi ancora oggi offende la dignità nei nostri amati animali.