sabato 24 gennaio 2015

Come cucinare il Tofu

TOFU FRITTO, ROSOLATO, STRAPAZZATO O IN SALSA
 

Ci sono molti modi di usare il tofu assieme alle verdure cotte. Imparando la tecnica cinese della rosolatura potrete arricchire di nuove dimensioni il vostro repertorio di cucina. Se rosolate i cibi con dell'olio che è stato appena usato per friggere il tofu aggiungerete sapore e profumo anche alle preparazioni più semplici. 

TOFU FRITTO
Sebbene nella maggior parte dei negozi che vendono il tofu si possano trovare tre tipi di tofu fritto, è possibile fare il tofu fritto anche in casa. La tecnica della frittura a immersione, una delle arti gastronomiche che sono state elevate a vette sublimi dai giapponesi, costituisce un intero mondo a sé, con sapori deliziosi e delicati, e consistenze leggere e croccanti.
Imparare a preparare cibi ben fritti a immersione è piuttosto facile, una volta che siete riusciti a padroneggiare i principi di base.
Questo sito contiene delle ricette che utilizzano nove metodi differenti, anche se strettamente collegati, per friggere il tofu a immersione, elencati qui secondo la facilità di preparazione:
1) senza panatura o pastella;
2) impanato in kudzu in polvere (arrowroot giapponese) o amido di mais;
3) impanato in pane grattuggiato, briciole di pane, farina di frumento o di mais;
4) immerso in una pastella non troppo densa di polvere di kudzu (o di amido di mais) e acqua;
5) immerso in una pastella per tempura. 


La frittura a immersione
Anche se la frittura a immersione nel grasso è una tecnica conosciuta da lungo tempo nella cucina occidentale, non ha mai raggiunto il grado di popolarità o di arte che ha invece in Oriente, e soprattutto in Giappone. La frittura a immersione è comune nella cucina tipica giapponese quanto la cottura in forno in occidente, e inoltre è più veloce e usa molto meno combustibile. In pochi minuti soltanto, trasforma le più semplici verdure crude, i pezzi di tofu e persino gli avanzi in creazioni meravigliose.
L'arte della frittura a immersione si pratica con gioia, e fortunatamente uno dei modi più facili per cominciare a impararla è quello di preparare il vostro tofu fritto in casa.
Per i giapponesi, che mangiano ancora pochissima carne, i fritti rappresentano un alimento molto saporito e una fonte di importanti olii (insaturi).
Alcuni occidentali hanno ancora l'idea che i cibi fritti a immersione siano necessariamente "unti", mentre altri sono convinti che scaldare l'olio ad alta temperatura danneggi il suo valore nutritivo. Eppure chiunque abbia vissuto in Giappone o mangiato i tempura sa che la frittura a immersione può produrre cibi decisamente croccanti e leggeri. E mantenere l'olio alla giusta temperatura, di circa 180- 200 gradi, garantisce la conservazione delle sue proprietà benefiche.
In Giappone le parole ageru, che significa "friggere a immersione", e agé-mono, che significa "fritti", rappresentano le fondamenta di questo vasto mondo. La forma più semplice di frittura a immersione è chiamata kara-agé, o "frittura senza panatura o pastella". I tre tipi di base di tofu fritto vengono preparati in questo modo.
Dopo aver imparato bene questa tecnica, non dovreste avere difficoltà nel preparare dei buoni tempura croccanti.
Se desiderate aggiungere la frittura a immersione come parte permanente del vostro repertorio di tecniche gastronomiche, dovete cominciare con gli utensili adatti.
La cosa più importante è la pentola per la frittura.
Mentre molti occidentali usano una padella pesante da 3 o 4 litri, o una friggitrice elettrica, la maggior parte dei giapponesi usa un wok o una padella a fondo spesso alta circa 5-6 cm. e del diametro di 25-30 cm.
Per ottenere i risultati migliori, usate semplicemente un olio vegetale.
I maestri giapponesi del tofu preferiscono l'olio di ravizzone, ma molti laboratori del tofu in occidente usano l'olio di soia o l'olio di cotone.
Alcuni chef specialisti di tempura preferiscono una miscela specifica di olii.
Se aggiungete a uno degli olii di base menzionati sopra una proporzione del 10-30% di olio di sesamo, darete ai cibi un delizioso gusto di noce.
Altre combinazioni popolari sono: arachidi e mais (70%) con olio di sesamo (30%); arachidi (75%), sesamo (20%), e oliva (5%); cotone (85%), oliva (10%), e sesamo (5%).
La cosa più importante nella frittura a immersione è mantenere l'olio alla temperatura giusta (circa 200 gradi centigradi).
All'inizio può essere più facile controllare la temperatura con un termometro apposito.
Gli chef più esperti valutano la temperatura dell'olio dal suo aspetto, dall'aroma, e dal leggero rumore frusciante che produce. Se l'olio comincia a fumare, è troppo caldo. Scaldare eccessivamente l'olio gli accorcia la vita: i giapponesi dicono che "lo stanca" -- e dà anche un cattivo sapore al cibo che vi viene cucinato.
Gli esperti di tempura lasciano cadere una goccia di pastella nell'olio per saggiarne la temperatura: se la pastella affonda leggermente, poi torna subito in superficie e diventa ben dorata in circa 45 secondi, la temperatura è perfetta.
Se la pastella cade sul fondo e risale in superficie solo molto lentamente, l'olio non è abbastanza caldo; se rimane in superficie e balla furiosamente, l'olio è troppo caldo.
L'olio troppo caldo comincia a fumare...brucia la pastella... mentre quello troppo freddo non potrà dare fritti croccanti.
Potete conservare le briciole di pastella fritta estratte dall'olio, mettendole sopra della carta assorbente da cucina o un grosso colino, e usarle in seguito per insaporire zuppe, insalate, verdure stufate, minestre di tagliolini o altri piatti a base di cereali.
Per servire il tofu e gli altri cibi fritti al massimo del gusto e della croccantezza, friggeteli appena prima di andare in tavola, preferibilmente dopo che gli ospiti si sono seduti a tavola.
Se avete molti ingredienti da friggere e volete servirli tutti insieme, tenete i pezzi già fritti in forno a 150 gradi circa.
 

Suggerimenti per servire il tofu in padella 
Tofu nei piatti fritti alla messicana: provate il tofu (pressato, poi schiacciato o sbriciolato) nelle tortilla croccanti, nelle tortilla al forno, con i peperoncini ripieni alla messicana, o con i fagioli fritti. Rosolate il tofu nell'olio e insaporitelo con lo shoyu e la polvere di peperoncino. 
Tofu e patate fritte: mescolate il tofu ben pressato e schiacciato quando preparate le frittelle di patate, o le patate in padella. 
Tofu fritto accompagnate da salse: friggete nell'olio delle fettine di tofu ben pressato finché sono ben dorate. Servite con una delle salse seguenti: ai funghi, al pomodoro oppure salsa bianca al miso e limone.  

TOFU AL FORNO
Il tofu può essere usato con risultati eccellenti nelle ricette al forno di tutti i paesi del mondo. Si sposa particolarmente bene con tutti i cereali. Spesso i giapponesi fanno rosolare e condiscono le verdure con un po' di shoyu o miso (e dolcificante) prima di aggiungerle ai piatti di tofu al forno, per dare un gusto più ricco e deciso.
Usate sempre il tofu sodo o pressato negli stufati in cui volete una consistenza soda o leggermente asciutta.
 

IL TOFU NELLE MINESTRE
Il tofu fresco aggiunge sapore, proteine e corposità a quasi tutte le minestre. Tagliato a cubetti, sbriciolato, affettato sottilmente, o sotto forma di polpettine, è meglio aggiungerlo alla minestra 1 o 2 minuti prima della fine della cottura. (Se viene cucinato troppo a lungo o a fiamma troppo alta, il tofu perde la sua morbidezza). Usate circa 80 gr. di tofu a testa.
In alcune ricette al posto del tofu normale si possono usare il tofu morbido, tofu fritto, grigliato o congelato, o anche yuba.


Minestre di tipo occidentale

Alcune delle zuppe occidentali che secondo noi si sposano meglio al tofu sono quelle di cipolle, di pomodori, di funghi, di verza, di zucchine o di zucca, di fagioli, di piselli secchi, e di lenticchie.
Si otterranno un gusto e una consistenza migliori aggiungendo alla zuppa al tofu anche una piccola quantità di miso o shoyu, e forse un po' di lievito alimentare il scaglie.
 

IL TOFU IN PANINI E TOAST
I panini al tofu possono essere usati come piatto principale per un pranzo veloce, ricco di proteine e con poche calorie. Le fettine sottili di tofu pressato rappresentano per un panino l'equivalente di una fetta sottile di formaggio non molto stagionato (tipo sottiletta). La morbidezza del tofu si sposa particolarmente bene con il pane integrale croccante, e i condimenti migliori sono a base di miso o shoyu. A causa della complementarietà delle proteine, servire il tofu insieme al pane integrale può portare ad un aumento della quota proteica anche del 42%.

Fonte: file emule di Parama Karuna

lunedì 5 gennaio 2015

Realizzare un puff con delle bottiglie di plastica



Che si tratti del latte in bottiglia o di qualsiasi altra bibita, molto spesso ci capita di avere in casa numerose bottiglie e di non sapere come riciclarle. Io un'idea ce l'ho, perchè non si deve mai buttare via niente!!!

Occorrente:

Bottiglie vuote (come per tutti gli altri materiali il numero varia in base alle dimensioni che volete dare al vostro puff)
Cartone
Carta pellicola
Nastro adesivo
Qualche foglio di ovatta per imbottitura
Stoffa per rivestire il puff

Unite tutte le bottiglie in forma circolare o quadrata (come più vi piace), fissatele con del nastro adesivo e copriteli all'estremità superiore e inferiore con due dischetti di cartone della stessa misura. Coprite il tutto con della carta pellicola, a questo punto sempre aiutandovi con del nastro adesivo iniziate ad applicare i fogli di ovatta allo scheletro del puff (più ovatta mettete e migliori saranno i risultati).
Il puff è quasi pronto: ricopritelo con la stoffa e voilà! Semplice da realizzare, ma molto bello da guardare!!!

Buon riciclo

domenica 21 dicembre 2014

Spagnetti aglio, olio e peperoncino


Ingredienti: (per 4 persone)

- 300 gr. di spaghetti
- 2 spicchi d'aglio
- 1 peperoncino piccolo
- 1 mazzetto di prezzemolo
- Brodo vegetale
- Olio extravergine di oliva

Mettete a cuocere gli spaghetti in una giusta quantità di brodo. Contemporaneamente fate soffriggere in olio gli spicchi d'aglio leggermente schiacciati, dopo qualche minuto aggiungete anche il battuto del prezzemolo (lasciandone un pò da parte) e il peperoncino spezzettato. Quindi lasciate ancora qualche istante ad insaporire a fiamma molto bassa. Scolate gli spaghetti ben al dente, versateli nel condimento mischiando e lasciate insaporire solo qualche istante. Servite ben caldo aggiungendo all'ultimo momento un pò del battuto di prezzemolo rimasto.

giovedì 7 marzo 2013

Detossificazione


Detossificazione è quel meccanismo attraverso il quale il corpo elimina tossine cioè le porta fuori attraverso gli organi emuntori. Quindi ogni fenomeno di eliminazione porterà con sé un sintomo che non bisogna assolutamente fermare, è l’inizio della guarigione. Mi spiego meglio.Tutte le cellule del nostro corpo sono immerse in un liquido chiamato tessuto connettivo. E’ un tipo di tessuto che provvede al collegamento, al sostegno, al nutrimento dei tessuti e dei vari organi quindi fra cellule, muscoli, ossa, pelle ecc..Questo tessuto connettivo lasso è omogeneo e liquido di 16-18 litri, presente ovunque nel nostro corpo. Attraverso esso avvengono il passaggio dei nutrienti, l’eliminazione delle scorie metaboliche, la trasmissione degli impulsi nervosi, il passaggio degli ormoni. Le più importanti funzioni avvengono grazie a questo tessuto.Se questo si sporca, intossicandosi non possono che nascere problemi per l’organismo, quindi c’è la necessità di mantenere il più pulito possibile questo liquido.Una persona in buona salute dovrebbe riuscire a depurarsi adeguatamente.Gli organi emuntori sono quelli deputati alla eliminazione dei materiali di rifiuto e sono reni e vie urinarie-fegato e vie biliari-intestino-polmoni-pelle. Quand’è che arrivano i problemi? Quando il carico delle tossine supera la capacità di questi organi di eliminarle producendo accumulo.Questo succede quando s’introduce più cibo del necessario, quando si segue uno stile di vita sregolato, quando c’è stress, quando non ci si muove abbastanza, è a questo punto che gli organi emuntori vengono sovraccaricati di tossine, detriti acidi che provengono dal catabolismo cellulare (la cellula nasce cresce si nutre respira ed elimina scorie) e radicali liberi. Questi si accumulano sotto forma di sostanze gelatinose oppure cristalli o colle che si sommano a quelle che noi introduciamo dall’esterno (esogene). Le sostanze gelatinose sono le colle, insolubili nei liquidi e sono viscose come muco e catarro e si eliminano attraverso il fegato, l’intestino, le ghiandole sebacee e feci.Quando questi organi non ce la fanno a smaltire da soli tutte queste tossine, le vie respiratorie fungono da mezzo di supporto per l’eliminazione, attraverso per esempio un bel raffreddore o tosse catarrale. Sapendo questo chi di voi se la sente di fermare questo vitale processo? Ebbene la nostra medicina ufficiale fa proprio questo, proponendo i farmaci. Le patologie correlate la medicina le ha messe sotto questi nomi: bronchite, asma, sinusite, acne, seborrea, eczemi grassi, ecc ecc.., ma la genesi, la causa è sempre uguale per tutte.Un eccesso della formazione di queste colle o gel può dipendere per esempio da. un eccesso di cereali raffinati (pane pasta dolci pizza) di zuccheri e grassi. I cristalli invece sono depositi solubili nei liquidi e vengono drenati attraverso i reni (urina) e le ghiandole sudoripare (sudore).L’accumulo dei cristalli deriva dalle proteine (carne pesce formaggi uova latte e latticini). I detriti invece provengono da alimenti acidi cioè che lasciano un residuo secco, ricco di fosforo e cloro quindi catabolismo delle proteine animali, carboidrati raffinati, grassi saturi, farmaci, ormoni, scorie della vita cellulare, sovraffaticamento fisico. Nei muscoli vengono prodotti dei metabolici acidi quali: acido lattico, piruvico anidride carbonica, stress con produzione di cortisolo ormone altamente immunodepressivo. Il tessuto connettivo passa da una condizione di gel (pieno di tossine) ad una di sol (cioè più liquido e più pulito) durante la notte ne abbiamo già parlato.  In caso d’incapacità dell’organismo di eliminare completamente i residui acidi, si và incontro a situazioni acute o croniche di acidosi tissutali. Tutti gli acidi sono irritanti e aggressivi, richiedono all’organismo grandi quantità di ossigeno e sali minerali che vengono presi dai tessuti e dalle ossa, così questi andranno in carenza. Ecco perché ci sono i dolori le infiammazioni perché le ossa e i tessuti cedendo i sali minerali per una giusta causa diventano più fragili e più deboli. L’acidità tissutale comporta dilatazione delle pupille, perdita degli enzimi digestivi, digestione irregolare, diminuzione della lacrimazione, diminuzione della peristalsi, aumento della stipsi, aumento della frequenza cardiaca, tendenza all’iperglicemia e alla carie, paradentosi, osteoporosi, tendenza ai crampi, tendenze alle emicranie, ipercolesterolemia. Da qui alcune patologie: esofagite peptica, gastrite acida, ulcere gastriche e duodenali, disfunzioni epato biliare con flatulenza, sensazione di pienezza e di gonfiore dopo il pasto, costipazione, malattie reumatiche, gotta, disfunsione renale, eczemi secchi, asma cardiaca. Da questo si comprende l’importanza della detossificazione, spesso questo percorso verso il miglioramento della salute è causa di sintomi spiacevoli, le tossine quando lasciano il nostro corpo non lo fanno senza arrecare disturbi che però non durano molto e sono detti effetti simpatici, come il mal di testa o bruciore di stomaco o nause diarrea vomito, dolori muscolari, orticaria, cattivo umore, stanchezza... si avrà l’accortezza di fare tutto in modo graduale affinché il movimento tossinico non dia molto fastidio, come ho detto prima il sintomo è un eliminazione quindi la strada verso la guarigione. I fenomeni simpatici si verificano ogni qual volta si tenta un regime dimagrante…avrete notato di come si diventa più nervosi e altri sintomi il motivo è sempre lo stesso s’inizia una sorta di disintossicazione con l’eliminazione delle tossine nella cellula adiposa. Limitare il consumo di sale, evitare oli idrogenati con additivi antiossidanti  Alcune regole per qualche giorno di detox: eliminare lo zucchero bianco raffinato, eliminare dolci, cioccolato, gelati e caramelle, non fumare, evitare alcolici, te nero e caffè, consumare poco latte e latticini (meglio se eliminarli del tutto), bere almeno 1,5-2 litri d’acqua al giorno, aumentare il consumo di frutta e verdura e cereali integrali, consumare possibilmente prodotti di cui si conosce la provenienza e se possibile del luogo e di stagione, evitare cibi in scatola. Evitare anche alimenti troppo cotti e preferire i crudi o massimo a vapore, eliminare il consumo di carne e pesce e di tutte le fonti animali, masticare molto bene il cibo accuratamente e a lungo, fare movimento all’aria aperta preferibilmente di mattina.

Gabriella Filice

martedì 26 febbraio 2013

Crema da spalmare ai fagioli cannellini


Questa ricetta contiene già molto olio di oliva ma se il tenore di materia grassa non è un problema, è possibile aggiungere un altro paio di cucchiai per un sapore più pieno. Potete aggiungere anche un pò di aglio crudo per esaltarne il gusto, ma questo potrebbe risultare fastidioso per gli amanti dei gusti più delicati. In alternativa potete aggiungere un di salsa fresca e ancora calda...
Insomma sono tutte idee per un antipasto semplice ma elegante, vi raccomando di usare del buon pane integrale accompagnato da peperoni rossi, fette di pomodoro fresco o zucchine alla griglia


Ingredienti: due tazze di fagioli cannellini, due cucchiai di olio extravergine di oliva, due piccole cipolle affettate molto sottili, quattro spicchi di aglio tagliati finemente, un cucchiaio di succo di limone, un cucchiaio di salvia fresca tritata, sale marino. 
Passate i fagioli cannellini in un robot da cucina, intanto mettete l'olio in una pentola facendola cuocere a fuoco alto insieme a delle cipolle e l'aglio. Continuare a mescolare fino a far imbrunire le cipolle.
A questo punto al passato di fagioli  dovrete aggiungere le cipolle cotte e l'aglio, insieme a del succo di limone e olio extravergine di oliva.
Per concludere passate tutti gli ingredienti e aggiungete salvia e sale marino secondo i vostri gusti. Per regolare il composto potete usare dell'acqua, magari proprio quella di cottura dei fagioli.

mercoledì 20 febbraio 2013

Penne alla boscaiola


La pasta alla boscaiola è un piatto classico da gustare preferibilmente nel periodo autunnale, la stagione che ci regala i protagonisti di questo piatto, i funghi. Questo piatto è maggiormente diffuso in toscana ma non è mai stata stabilita con precisione la sua provenienza, infatti è disponibile in molte parti del nostro territorio.

Ingredienti per quattro persone: 450 gr di penne integrali - 50 gr di funghi porcini secchi - 1 cipolla di medie dimensioni - 2 spicchi d'aglio - olio extravergine di oliva - 1 mazzetto di prezzemolo - 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro  – pepe nero - sale integrale

Prima di iniziare è assolutamente necessario mettere i funghi secchi in ammollo, l'ideale sarebbe lasciarli ammorbidire con dell'acqua per 45 minuti. Quando i funghi saranno pronti dovrete scolarli e tritarli, vi consiglio di non buttate via l'acqua perchè servirà per il prossimo passaggio.
Adesso preparate la pentola per cuocere le penne, intanto versate un pò di olio extravergine in una piccola padella e aggiungete la cipolla insieme a due spicchi di aglio tritati finemente. Oltre ai funghi dovete far soffriggere leggermente anche l'acqua che avevate messo da parte. Aggiungete anche un cucchiaio di concentrato di pomodoro, un pò di pepe e un pizzico di sale integrale, quindi fate cuocere a fiamma media per qualche minuto.  
Quando la pasta sarà al dente scolatela e aggiungete il condimento con una manciata di prezzemolo tritato...et voilà! Le vostre penne alla boscaiola sono pronte per essere servite.