La
cobalamina o
vitamina B12, viene introdotta nell’organismo tramite alimenti di origine animale; il fabbisogno giornaliero è di
circa 2-2,5 mcg per gli adulti ma aumenta in caso di gravidanza o allattamento, mentre nei lattanti bastano solamente 0,5 mcg giornalieri.
In realtà la
vitamina B12 viene sintetizzata solamente da funghi e batteri, gli animali la assumono indirettamente attraverso il contatto con la terra o mangiando feci, come nel caso di alcuni primati. Ma l'uomo avrebbe perso questa capacità a causa delle elevate condizioni igieniche della nostra società, quindi secondo gli scienziati riuscirebbe a sintetizzare la vitamina mangiando soltanto alimenti di orgine animale.
Oggi però negli allevamenti intesivi gli animali vengono bombardati con antibiotici che inevitabilmente alterano la flora intestinale compromettendo quindi l'assorbimento naturale della vitamina. Per questo motivo gli allevatori sono costretti ad integrare questa vitamina con appositi integratori di origine sintetica che molto spesso vengono aggiunti nei mangimi. Quindi chi mangia carne molto spesso assume
vitamina b12 di origine sintetica in maniera indiretta!
Chi sceglie una dieta vegana introduce invece la vitamina tramite appositi integratori di sintesi naturale, questo perchè nei vegetali la
vitamina b12 è presente solo in tracce o in forme non attive.
Secondo la scienza ufficiale chi segue un regime dietetico di tipo vegano deve assumere un integratore per non incappare in eventuali carenze.
I batteri utilizzati per la produzione degli integratori vengono"coltivati" su un substrato a base di carboidrati. Per esempio,
può essere usata la melassa, scarto di produzione dello
zucchero. Ci sono vari metodi di produzione, infatti esistono vari
brevetti per la produzione di B12. Può variare il ceppo di
batterio usato (Bacillus megaterium, Butyribacterium rettgeri,
Streptomyces olivaceus, Propionobacterium freudenreichii, Pseudomonas
denitrificans, e altri), il tipo di substrato, il processo di
produzione può essere aerobico, anaerobico, misto...
Ma vediamo come funziona il
metabolismo della b12, la vitamina è assorbita nell’intestino
tenue in presenza di una glicoproteina (PM 50.000), il fattore
intrinseco, prodotta dallo stomaco e di ioni calcio. La quantità di
vitamina assorbita come complesso vitamina B12-fattore intrinseco è
pari a 1,5-3,5 mcg; varia in funzione della dose somministrata,
diminuendo all’aumentare della dose. L’assenza del fattore
intrinseco impedisce l’assorbimento della vitamina B12.
La
vitamina B12 presente negli alimenti si trova legata alle
proteine e necessità della presenza di acido cloridrico e delle
proteasi gastriche per essere liberata e resa disponibile
all’assorbimento. Negli integratori invece la vitamina B12 è già
in forma libera, come cianocobalamina o idrossicobalamina la cui
disponibilità e grado di assorbimento risultano sovrapponibili.
Il complesso vitamina B12-fattore intrinseco è assorbito nella
parte distale dell’ileo (piccolo intestino) attraverso un
meccanismo di trasporto attivo.Alcune alterazioni metaboliche impediscono l’assorbimento della vitamina B12 legata
al fattore intrinseco e provocano uno stato carenziale di vitamina
B12 (anemia perniciosa).
Quando somministrata per via orale in pazienti con atrofia
gastrica o anemia perniciosa, una piccola parte della dose di
vitamina B12 (1%) viene assorbita attraverso un processo di
diffusione passiva.
Dopo somministrazione per via intranasale, il tempo di picco
plasmatico è risultato pari a 1,25 (+/-1,9) ore e il picco
plasmatico pari a 757,96 (+/- 532,17) pg/ml. La biodisponibilità è
risultata pari a circa il 6% rispetto a quella osservata dopo
somministrazione intramuscolare; la biodisponibilità con spray
nasale è risultata inferiore di circa il 10% rispetto a quella
ottenuta con gel nasale.
La concentrazione sierica di
vitamina B12 è compresa fra 200 e
900 pg/ml.
Nel sangue la vitamina B12 è trasportata legata ad una proteina
specifica, la transcobalamina II; in caso di dosi elevate di
vitamina, la quantità in eccesso rispetto a quella trasportabile con
la sieroproteina, è escreta nelle urine. Dopo somministrazione di 50
mcg di vitamina B12, l’80-90% è trattenuto nell’organismo, dopo
somministrazione di 100 mcg, la percentuale scende al 55% per
arrivare al 15% dopo somministrazione di 1000 mcg.
Benchè idrosolubile, la vitamina B12 si deposita nel
fegato che funziona come “magazzino“: in un uomo adulto il fegato
contiene fino a 3000-5000 mcg di
vitamina B12. Questo fa si che in
condizioni di un apporto dietetico insufficiente, la quantità di
vitamina depositata a livello epatico sia in grado di tamponare a
lungo il deficit con un ritardo, anche di alcuni anni, della comparsa
dei sintomi clinici dell’ipovitaminosi nell’uomo adulto. Nel
bambino invece, una carenza di origine alimentare provoca più rapidamente la comparsa di ipovitaminosi.
La
vitamina B12 subisce circolo enteroepatico:
l’80% della quota escreta attraverso la bile viene riassorbita
nell’intestino. Per questo motivo eventuali carenze a causa di insufficiente introduzione della stessa, si possono manifestare anche durante diversi anni.